SULMONA – “A pochi giorni dal suono della campanella sono riniziati i disagi, come se la Giunta non sapesse che sarebbe ricominciata la scuola e di conseguenza tutte le attività sportive e che queste attività necessitano ovviamente delle palestre. Ma no, si preferisce fare i pesci in barile e svegliarsi candidamente il giorno stesso per apprendere che bisogna correre ai ripari e trovare soluzioni che potevano essere risolte mesi prima senza arrecare disagi alla popolazione”.
È quanto si legge in una nota del consigliere comunale di Sulmona Roberta Salvati.
“È unitile ricordare i benefici che lo sport ha sui bambini e ragazzi e che tutte le attività sportive debbano essere sostenute e gratificate e non penalizzate e che le società come le associazioni vadano premiate già solo per il loro impegno sociale specialmente se mirato alla crescita dei minori – aggiunge – L’assurdo, a mio parere, lo vediamo nella riconsegna delle palestre scolastiche. Ci sono scuole a Sulmona che non hanno la palestra”.
“Non smetterò mai di ribadire che questo modo di fare è una mancanza di rispetto verso i cittadini più piccoli e gli insegnanti sopratutto, è contro ogni regola e legge scolastica, così facendo la Giunta e la maggioranza consiliare stanno ledendo il diritto allo studio di questi ragazzi, costringendoli per forza di cose a non svolgere l’attività motoria – prosegue – Questo sarà oggetto di una domanda di attualità in Consiglio comunale, riguardo la situazione delle palestre della città per uso sportivo e scolastico, sperando di fare una volta per tutte chiarezza. La città va governata, non si può sempre e solo pensare a rimpasti di giunta, inciuci politici , del chi va e del chi viene, ci vuole senso di responsabilità, la giunta e la maggioranza sopratutto si impegnino a risolvere i temi importanti che affliggono Sulmona a partire dai servizi anziché pensare alle poltrone, perché le elezioni sono sempre dietro l’angolo e la città è stufa di un certo modo di fare politica”.
“Spero comunque che nel frattempo tutto venga risolto politicamente, così da evitare, ai cittadini che hanno ben altri pensieri, ulteriori disagi, ma sopratutto andare incontro alle esigenze dei bambini e dei ragazzi che non c’entrano nulla”, conclude.






