L’AQUILA – Si mobilita anche la politica, dopo la denuncia di un centinaio di candidati che lo scorso luglio ha partecipato al concorso per quattro posti di operatore socio sanitario a tempo indeterminato bandito dalla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, che tramite gli avvocati Mario Angelo Candido e Francesco Di Genova, ha presentato ricorso al Tar (che ha fissato l’udienza al 10 febbraio), dopo aver rilevato una serie di irregolarità durante lo svolgimento della prima prova scritta.

I fatti denunciati risalgono al 28 luglio scorso, quando al palaghiaccio di Roccaraso (L’Aquila) si è assistito ad un vero e proprio caos, stando a quanto è stato riferito ad AbruzzoWeb da alcuni concorrenti e dallo stesso avvocato Candido, esperto di diritto del lavoro con particolare riferimento alla Sanità, al quale si sono rivolti.

Un appello ai vertici della Regione Abruzzo, affinché esamini approfonditamente la questione del concorso, arriva dalla senatrice del Pd Stefania Pezzopane, che ieri ha incontrato alcuni concorrenti esclusi dalla prima prova del concorso, molti dei quali già dipendenti precari dell’ente da diversi anni.

“Ora tutti sanno della situazione promiscua – dice – quindi conviene fare degli accertamenti, per evitare il cortocircuito che si creerebbe se ci si trovasse di fronte alla necessità di rimettere in discussione l’assunzione dei concorrenti risultati vincitori”.

“I precari Asl che ho incontrato nei giorni scorsi mi avevano già contattato, stigmatizzando una serie di irregolarità che si sono verificate durane l’espletamento della prima prova – spiega – Su questa vicenda voglio vederci chiaro ed è bene che oltre a sospendere la prova, in attesa della pronuncia del Tar, la Regione avvii un’indagine interna, per fare luce sulle numerose irregolarità denunciate”.

“Sono stata informata dai precari che hanno incontrato a Capistrello anche l’assessore regionale Silvio Paolucci ed hanno rappresentato anche a lui la terribile situazione che stanno vivendo. Mi auguro che la situazione si risolva al più presto”, aggiunge.

La gravità, per la senatrice, è rappresentata anche dal fatto che “in genere quando c’è un ricorso si sospende almeno in attesa del pronunciamento della giustizia amministrativa”.