PESCARA – “Il governo Renzi e il Partito democratico sono al servizio della lobby degli inceneritori. E allora, in Abruzzo comincia una nuova battaglia”.

Lo afferma in una nota, Maurizio Acerbo, della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista, ex consigliere regionale e comunale a Pescara con Rifondazione comunista. 

“Nel corso degli anni, forze come Rifondazione comunista e ambientalisti sono riusciti a sventare in Abruzzo numerosi tentativi della lobby dei rifiuti di realizzare inceneritori – afferma Acerbo -. Se con Ottaviano Del Turco alla presidenza regionale fu un nostro emendamento a impedire il via libera, con la Giunta di centrodestra di Gianni Chiodi fu non solo la nostra battaglia consiliare ma anche una provvidenziale inchiesta della magistratura a mettere mano alla questione. Ed anche se non ebbe esiti penali, rivelò il tipo di confronto in atto tra politica e imprese”.

“Ricordiamo chiaramente – prosegue – che un noto imprenditore dei rifiuti, Rodolfo Di Zio, spiegava che non bisognava aumentare la raccolta differenziata perché altrimenti non ci sarebbe stato abbastanza combustibile per l’impianto da realizzare. Ci voleva il Pd al governo nazionale con Renzi per imporre dall’alto con il decreto Sblocca Italia impianti non solo pericolosi per le emissioni inquinanti ma anche in contrasto con una moderna gestione del ciclo dei rifiuti”.

“Al business delle discariche si sostituisce quello dell’incenerimento, ma il risultato è che continueremo ad avere percentuali basse di raccolta differenziata. Il parere positivo dato oggi dalla conferenza Stato-Regioni è un altro passo verso l’attuazione del decreto Sblocca Italia”, continua poi Acerbo.

“Quella del governo Renzi è una politica contro i cittadini e l’ambiente. Infatti ha dell’incredibile che il ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti, del Nuovo centrodestra, sponsorizzi la realizzazione di impianti di incenerimento mentre nel mondo si discute di strategia rifiuti zero”, conclude l’esponente di Rifondazione comunista.