L’AQUILA – I consiglieri regionali di Abruzzo civico, se ne vanno… da Abruzzo civico.

Una rottamazione e il clamoroso passo indietro, per farne due avanti, li annuncia Mario Olivieri, che assieme al collega assessore Andrea Gerosolimo e al coordinatore regionale Giulio Borrelli, in questo modo riusciranno a scrollarsi di dosso la componente di Scelta civica, con cui sono oramai ai ferri corti ma che però monopolizza il direttivo di Abruzzo civico, con il presidente e parlamentare Giulio Sottanelli e i quattro coordinatori provinciali Domenico La Barba, (Pescara), Carlo Simone, (Teramo), Maria D’Alessandro, (Chieti) e Catia D’Angelo, (L’Aquila), firmatari di durissimi attacchi a Olivieri e Gerosolimo, accusati “di non volersi confrontare con la base, di annunciare accordi più o meno trasversali in consiglio, o di accordi sul territorio sono state assunte a titolo esclusivamente personale”.

Annunciando anche mozioni di sfiducia al coordinatore Borrelli, disconoscendone il ruolo di garante.

“Nascerà una cosa nuova oltre Abruzzo civico – spiega ad Abruzzoweb Olivieri – ci piace guardare avanti, alla fase due del nostro progetto politico perché oramai il percorso con Scelta civica si è esaurito, non c’è più una compatibilità, anche per le scelte non condivisibili che li ha portati a fare liste elettorali autonome, senza consultare nessuno, e perché si presentano come la base del movimento, mentre invece sono solo una componente partitica, non compatibile con la nostra natura civica”.

Quelli di Scelta civica, questo insomma il ragionamento, si tengano pure Abruzzo civico, un contenitore nato come lista elettorale e tutto sommato una scatola vuota, che senza rappresentanti all’Emiciclo avrà poco senso e mordente.

La priorità per Olivieri è piuttosto quella di concentrarsi, intanto dentro l’Emiciclo a creare un nuovo gruppo consiliare o anche un intergruppo più ampio e pesante, a cui aderirà quasi certamente Maurizio Di Nicola del Centro democratico, e c’è chi dice addirittura Lucrezio Paolini dell’Italia dei valori.

Ovvero, alla costruzione di una seconda gamba della maggioranza che potrà vantare anche una simpatia da parte di Alessio Monaco di Regione facile, che ha però escluso di voler partecipare a questa aggregazione, smentendo le voci in tal senso, ed anche di Luciano Monticelli del Pd ma a fianco di Gerosolimo e Olivieri nella crisi aperta in estate.

Lasciarsi per strada quelli di Scelta civica, poi, non sarebbe una gran perdita, in termini di voti e posti di potere.

“I cittadini hanno votato innanzitutto chi è stato eletto in regione”, taglia corto Olivieri, riferendosi alle sue 2238 preferenze, e soprattutto alle 5.493 di Gerosolimo.

E lo stesso Gerosolimo va già duro considerando quelli di Scelta civica “quattro amici al bar” e il signor Sottanelli un deputato “eletto casualmente una volta, che si agita per essere baciato una seconda volta dalla dea bendata, ma come si sa la fortuna quasi mai bacia due volte”.

Il piano annunciato a questa testata da Borrelli era però quello di liberare Abruzzo civico dalla presenza ingombrante di Scelta civica, attraverso una modifica dello statuto che introducesse il divieto della doppia tessera.

Senza sbattere fuori nessuno, osservando che “con tutto il rispetto per chi milita ancora in Scelta Civica, che senso ha attardarsi a sostenere le posizioni di un partito abbandonato dai suoi elettori e da tutto il suo ‘stato maggiore’?”.

Poi, evidentemente, stando a quanto annunciato da Olivieri, è risultata molto più facile e veloce l’ipotesi dell’exit strategy, bypassando una estenuante e controproducente lotta interna al vecchio e oramai inutile contenitore.