PESCARA – Ennesimo tentativo, da parte dell’amministrazione comunale pescarese, di arginare il problema delle acque inquinate del litorale.

Secondo quanto emerso dalle ultime analisi portate avanti dall’Arta, la concentrazione di escherichia coli e batteri fecali nel mare sarebbe di nuovo altissima.

Un problema che va ad aggiungersi a quello relativo all’alto tasso di smog in città e che dall’estate scorsa, quando era stata emanata un’ordinanza di divieto di balneazione ed erano state impiegate dosi massicce di disinfettante, non sembra essere cambiato di molto.

Solo nell’ultimo mese, infatti, i controlli della capitaneria di porto su 20 chilometri di fiume Pescara, hanno rilevato ben 55 scarichi abusivi, alcuni già oggetto di verifiche altri da indagare nei prossimi mesi. Primo tra tutti, quello in zona Ippodromo, particolarmente problematico, con la presenza di ben un milione di eschericia coli. 

“Si tratta – dichiara ad AbruzzoWeb il primo cittadino di Pescara, Marco Alessandrini – di una problematica che l’amministrazione comunale sta già affrontando di concerto alle istituzioni locali e alle forze dell’ordine, attraverso il monitoraggio prolungato delle acque e degli scarichi”.

Risale infatti, all’ottobre scorso, la convenzione siglata dal Comune di Pescara, con Arta e Capitaneria di Porto, con l’obiettivo del continuo monitoraggio delle acque del fiume e del mare, mentre è stato a dicembre, a causa il perdurare di un livello di inquinamento batteriologico da enterococchi ed escherichia di elevata entità, che il sindaco, con l’intento di attuare tutte le misure e le iniziative necessarie a consentire il superamento delle criticità, ha deciso di segnalare il problema al prefetto, quale massima autorità territoriale del Pescarese. 

“Dalla lettura dei documenti ufficiali – sottolinea – è emersa la necessità di verificare ogni tipo di azioni o iniziative, sia di tipo giudiziario che amministrativo”.

Secondo Alessandrini, infatti, quello degli scarichi del fiume “è un problema ampio che riguarda più amministrazioni, da quelle comunali alla Regione, visto che il Pescara attraversa 3 province diverse”.
 
Una situazione difficile su tutti i fronti che, se da un lato ha portato il Cna a chiedere un vertice con la Regione per scongiurare il rischio di un’altra estate di divieti, dall’altra ha destato anche le preoccupazioni del Sib Confcommercio di Pescara.

E sarà anche per le recenti polemiche sullo smog e per l’indagine della procura che coinvolge sindaco e vice sindaco proprio inerentemente al tema delle acque inquinate, ma stavolta Marco Alessandrini parla stavolta di controllo serratoo delle acque. 

“Si tratta di tenere sotto controllo mare, fiume e relativi scarichi – ha concluso – estendendo il periodo di osservazione e campionamento, anche perché, è risaputo, il clima invernale favorisce il proliferare di alghe ed altre forme vegetali acquatiche che possono pregiudicare l’equilibrio dell’ecosistema”.