L’AQUILA – ll 2015 è stato l’anno della ripresa del settore dei consumi alimentari che nell’aquilano segnano un +3 per cento, primo segnale positivo dal 2008.

Sale la fiducia dei consumatori e anche la loro propensione alla qualità dei prodotti tipici locali e di quelli biologici che registrano segno positivo.

Un occhio alla qualità ma anche al “migliore prodotto sul volantino delle offerte – afferma Angelo Liberati, presidente provinciale e consigliere regionale Fida – Non si compra in grande quantità, ma si punta alla qualità del prodotto, sempre con un occhio di riguardo al prezzo. L’aumento dei consumi di quest’anno ci fa bene sperare per il futuro, anche perché è il primo vero segnale di ripresa negli ultimi 7 anni di crisi”.

A cambiare è stata la tipologia di acquisti.

“Si cerca ad esempio il salume nostrano, l’agnello e il legume locale, il pane con grano solina e i prodotti biologici che non sono più di nicchia”, prosegue.

A registrare un -8 per cento negli ultimi anni è il consumo di carne rossa, “il cui costo pesa alla fine del mese – aggiunge – Alle carni rosse i consumatori ovviano con l’uso di uova che  garantiscono nella stessa misura apporto proteico e ti risolvono una cena a prezzi ridotti. Negli ultimi mesi temevamo il peggio quando si è diffuso l’ennesimo allarme sugli effetti negativi delle carni rosse, che è rientrato per fortuna subito dopo”.

Oltre al consumo delle uova, anche quello del pet food negli ultimi anni non ha mai subito flessioni.

“Sembra strano ma il cibo per gli animali si vende sempre e sembra non essere scalfito dalla crisi – sottolinea – Il settore dei surgelati si mantiene stazionario, mentre c’è stato un lieve calo nelle vendite dei prodotti per l’igiene personale”.

Alla ripresa dei consumi si affianca anche la tendenza “a non scialare come si faceva un tempo – conclude Liberati – La pagnotta di pane ad esempio negli anni passati la si comprava intera e poi se avanzava si buttava. Ora invece il pane lo si compra in porzioni ridotte per poi riacquistarlo il giorno successivo per evitare lo spreco”.