L’AQUILA – “La politica regionale non può fare più nulla ormai. Il Partito Democratico abruzzese ha sottovalutato la cosa e il suo intervento ritardato è utile solo ai politici, non ai risparmiatori”.
Sono dure le parole del sindaco di Pizzoli (L’Aquila), Gianni Anastasio, all’indomani della manifestazione di Roma davanti alla Banca D’Italia alla quale hanno preso parte anche molti dei componenti del Comitato Difesa Risparmiatori Banca Etruria di Pizzoli che raduna oltre 1500 azionisti e obbligazionisti aquilani che hanno perso tutti i loro risparmi dopo il salvataggio delle 4 bad bank da parte del governo.
Il riferimento di Anastasio è alla risoluzione a tutela dei risparmiatori abruzzesi a firma del consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, bloccata l’altro ieri in commissione Bilancio dal Movimento 5 Stelle e Forza Italia.
“A livello nazionale hanno cercato almeno di fare qualcosa con il fondo di solidarietà che in ogni caso non basterà – aggiunge il primo cittadino – I risparmiatori ormai sono davanti a un bivio e non ci saranno altri sbocchi se non le vie legali”.
“Ci sentiamo abbandonati dalla politica del Pd abruzzese che è intervenuto troppo tardi per salvare le cose”, afferma Domenico Ioannucci, obbligazionista di banca Etruria originario di Pizzoli.
Anche Ioannucci insieme agli altri componenti del Comitato Difesa Risparmiatori Banca Etruria di Pizzoli si è unito ai risparmiatori italiani nel sit in di protesta davanti a Palazzo Koch, organizzato dal Comitato vittime del salva banche e dalle associazioni Adusbef e Federconsumatori “contro Banca d’Italia e il suo ambiguo e complice operato nella vicenda dei 4 crac bancari”.
Vanno avanti nella battaglia i componenti del comitato di Pizzoli che continua ad allargarsi anche in Lazio e Toscana e tirano dritto per la loro strada, nonostante “l’assenza di una politica che avrebbe dovuto salvaguardarli”, aggiunge.
“Il Pd regionale è intervenuto troppo tardi. Avrebbe potuto imporsi anche in sede di approvazione di Legge di Stabilità eppure non lo hanno fatto – prosegue Ioannucci – Ci sentiamo abbandonati dalla politica”.
Circa l’emendamento del governo che ha individuato un fondo di solidarietà da 100 milioni di euro aggiunge: “Non sono sufficienti per restituire i risparmi di una vita a chi si è fidato di una banca e invece è stato tradito”.
“La manifestazione di oggi era più che necessaria – commenta Vanna Pizzi, legale del comitato di Pizzoli – Con il fondo di solidarietà è del tutto insufficiente a ristorare gli obbligazionisti retail. Si preannuncia il 30 per cento come criterio distributivo del fondo e a questo saranno sottratte le cedole che i titoli nel frattempo avevano maturato”.
“In questo modo ci sono alcuni obbligazionisti che potrebbero non avere per nulla il ristoro – conclude – Resta nostra intenzione quella di costituirci parte offesa e parte civile, di formulare la richiesta del sequestro cautelare dei beni presso la procura Di Arezzo e perseguire la strada civile della responsabilità nei confronti di Banca Etruria per le negoziazioni”.






