VASTO – Scoperta dalla squadra anticrimine Squadra Anticrimine del Commissariato di Vasto (Chieti) una piantagione di 100 piante di marijuana.

A finire in manette, Donato Colombaro, 33 anni, pluripregiudicato, e ai domiciliari  M.N., 49 anni, e F.G. 41 anni, di anni 41.

I tre sono ritenuti responsabili di illecita coltivazione di sostanze stupefacenti finalizzata al traffico.

La coltivazione si trova nelle campagne della vicina San Salvo, in un terreno nascosto da numerose colture di uliveti, pescheti e vigneti e circoscritto da un fitto canneto. 

Dall’attività investigativa iniziata nel mese di agosto a seguito di numerose segnalazioni circa la presunta vendita illecita di marijuana, in un negozio specializzato per la vendita di semi che si trova nel centro di Vasto, è emerso che l’esercizio commerciale era gestito da Colombaro, che al momento, risultava essere sottoposto all’affidamento in prova ai servizi sociali, anche se la titolare era la sorella dell’uomo. 

La squadra anticrimine ne ha seguito i movimenti appurando che, in diverse occasioni, l’uomo era solito erarecarsi proprio nell’appezzamento di terreno che si trova nella zona industriale di San Salvo.

Dopo una serie di servizi di osservazione è emerso che il terreno, intestato ad alcuni parenti dell’uomo, assolutamente ignari del fatto, era utilizzato per la coltivazione di piante di canapa indiana.

Nelle vicinanze dell’appezzamento di terreno è stato scoperto anche un casolare agricolo dove, nel corso degli appostamenti, sono stati avvistati altri due uomini che  si recavano sul posto per prendersi cura la piantagione.

La squadra anticrimine è stata aiutata nelle indagini anche da una telecamera, nascosta tra la vegetazione.

Le immagini hanno immortalato in giorni diversi, oltre a Colombaro, anche M.N. e F.G., cognati dell’uomo, che in maniera programmata e costante, irrigavano con cura tutta la piantagione.

A settembre il sequestro preventivo del terreno agricolo e della strumentazione utilizzata per l’essiccazione, il trattamento e la preparazione dello stupefacente destinato allo spaccio, rinvenuta nel casolare utilizzato come laboratorio. 

Subito dopo sono scattate le perquisizioni degli indagati su delega dell’autorità giudiziaria. 

Le piante, alte quasi due metri, sequestrate, estirpate e campionate per gli opportuni esami chimici, per un peso complessivo di 300 chili, erano giunte giunte alla massima crescita e maturazione delle infiorescenze. 

Le analisi di laboratorio effettuate dall’Arta dell’Aquila, il cui personale ha effettuato la campionatura in occasione del sequestro della piantagione, hanno evidenziato un considerevole principio attivo e considerata, sia la qualità che la quantità dello stupefacente, la cessione al dettaglio della sostanza stupefacente avrebbe fruttato circa 50 mila dosi, per un valore di circa 400-500 mila euro. 

Le piante di marijuana saranno ora destinate alla distruzione.