PESCARA – La Soprintendenza dei beni Architettonici e paesaggistici d’Abruzzo ha definitivamente bocciato il progetto del “Ponte del Cielo”, opera fortemente voluta dal presidente della Regione ed ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso, nel tratto di mare all’altezza di largo Mediterraneo, davanti la Nave di Pietro Cascella, dal costo di un milione di euro.

Già a inizio novembre la Soprintendenza aveva espresso parere negativo, ieri la bocciatura definitiva, con cui sono state respinte le controdeduzioni dei tecnici del Comune di Pescara.

Per la Soprintendenza il progetto del Ponte del Cielo risulta “alieno all’ambito paesaggistico tutelato atteso anche che lo spazio di spiaggia libera antistante Largo Mediterraneo è uno dei pochi dell’intera riviera pescarese a non essere stato occupato da strutture legate al turismo balneare”.

Inoltre l’intervento andrebbe realizzato davanti alla celebre scultura di Pietro Cascella, che all’epoca dell’installazione della “nave” chiese di smantellare una balaustra circolare preesistente per non lasciare alcun ulteriore segno costruito tra la nave e il mare.

Il diniego della Soprintendenza rischia ora di far perdere il canale di finanziamento individuato, il milione di euro di fondi Fas che però vanno impegnati entro il 31 dicembre.

Il sindaco di Pescara Marco Alessandrini fa buon viso a cativo gioco, e in una nota speiga che il Comune sta verificando le iniziative da prendere circa il Ponte del Cielo, pronto a difendere il progetto”. A tal proposito il vicesindaco del  Enzo Del Vecchio, non esclude un ricorso al Tar d’Abruzzo.

Ma nello stesso Alessandrini si dice pronto “a chiedere alla Regione di deviare le risorse sul Teatro Michetti, qualora la fattibilità del Ponte dovesse risultare impossibile, affinché la città mantenga i finanziamenti previsti.

“A parte il diniego della Soprintendenza – rivela poi il sindaco –  nella giornata odierna dobbiamo prendere altresì atto anche della decisione o meglio, della non decisione da parte della Commissione regionale per il Patrimonio Culturale sull’opera. Da quanto abbiamo appreso, la Commissione ha ritenuto di non entrare nel merito al fine di non ingenerare un ingolfamento tecnico documentale che da questa decisione sarebbe potuto discendere, ma l’organismo ha deciso di trasmettere tutto l’incartamento alla Direzione Generale per il Patrimonio Paesaggistico del Ministero per i Beni Culturali, al fine di avere una valutazione superiore.

Affollato è però il fronte che giudica l’opera inutile e inopportuna. Le opposizioni di centro destra nel Comune di Pescara hanno organizzato anche sit-in e raccolte firme.

Esulta alla notizia l’esponente di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, altro strenuo oppositore all ‘intervento.

“Grazie al cielo – scrive Acerbo  ironicamente in una nota – Soprintendenza conferma il no al Pontile circolare.  Ora il Comune eviti di perdere tempo con ricorsi al Tar che mettono a rischio il finanziamento vista la scadenza del 31 dicembre.
Meglio ragionare su un utilizzo più intelligente di quella somma. Realizzando un pontile diritto come quello che c’era un tempo a Eriberto, leggero, radente il mare, magari anche in altro tratto di spiaggia”.

Oppure utilizzare i fondi per “porre fine alla vergogna delle persone che dormono per strada intorno alla stazione realizzando un dormitorio”. O anche “acquisire definitivamente la Torretta Dannunziana a Villa del Fuoco valorizzando un luogo della memoria di grande valore storico”.

Grande soddisfazione esprime poi il capogruppo di Forza Italia in Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri.

“Ora, dopo che il Governatore D’Alfonso e il sindaco Marco Alessandrini – afferma in una nota Sospiri – hanno perso due mesi di tempo dietro a un progetto irrealizzabile, usato strumentalmente per distrarre i pescaresi dalla vicenda giudiziaria del divieto di balneazione, si impone una corsa contro il tempo, per non perdere quel milione di euro di fondi Fas che devono essere impegnati entro il 31 dicembre 2015, e piuttosto dirottarli su iniziative già pronte e su opere utili, come la riqualificazione della Stella Maris o anche degli alloggi popolari che cadono a pezzi”

“A inizio ottobre, in quattro e quattr’otto, il sindaco Alessandrini – ricorda Sospiri – ha mobilitato gli uffici tecnici e ha fatto preparare il progetto preliminare del ponte del cielo, null’altro che un pontile che gira in tondo, alto un metro e mezzo dalla superficie dell’acqua, quindi una barriera visiva inaudita e inconcepibile che avrebbe deturpato per sempre l’orizzonte pescarese, sottraendo, peraltro, alla balneazione un ampio tratto di spiaggia libera. Un pontile costruito con assi di legno che avrebbero determinato una spesa enorme in termini di manutenzione, pensando all’azione erosiva del mare e, soprattutto, al ponte di legno della Provincia in via Rigopiano, chiuso da mesi”, conclude il capogruppo Fi.