L’AQUILA – Nomine alla chetichella e molto di vertice per un organismo regionale, il Comitato regionale per le comunicazioni, (Corecom), che secondo molti osservatori avrebbe meritato maggiore verve comunicativa e, si nota solo a posteriori e sommessamente a palazzo dell’Emiciclo, maggiore collegialità, trattandosi pur sempre un organismo di garanzia.

Il nuovo consiglio d’amministrazione, ridotto da 5 a 3 elementi, ha visto la riconferma di Filippo Lucci, nominato per decreto dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, superando così le insidie dello spoil system, la sostituzione delle cariche al cambio di maggioranza, essendo Lucci stato nominato già dal centrodestra nella scorsa legislatura.

A Lucci si affiancheranno Ottaviano Gentile, avezzanese, proprietario fino a qualche tempo fa dell’emittente televisiva locale Telesirio, ora lasciata al figlio. Nomina in quota al centrosinistra, secondo quanto si è appreso voluta e imposta dal presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio.

E questo senza che nessuno, tra i capigruppo di maggioranza, abbia avuto da ridire, né abbia sollevato la questione di opportunità, per i possibili e potenziali conflitti di interesse di Gentile, visto che il Corecom si occupa anche di stilare le graduatorie per l’accesso delle emittenti televisive ai contributi pubblici.

Tra gli altri compiti, occuparsi di tutela dei minori, esercizio del diritto di rettifica, vigilanza sulla pubblicazione dei sondaggi, esprimendo pareri sui progetti di legge che riguardano il settore delle comunicazioni.

E infine la giornalista Michela Ridolfi, in quota centrodestra.

A decidere di non decidere è stato, però, originariamente lo stesso Consiglio regionale.

La conferenza dei capigruppo ha infatti delegato le nomine, come è sua facoltà, evitando il voto d’aula, a un decreto del presidente Di Pangrazio, “sentita la conferenza dei capigruppo” che, tuttavia, a quanto pare è stata poi solo marginalmente coinvolta nella scelta.

L’unico a rumoreggiare, sempre da quanto appreso, sarebbe stato il capogruppo di Regione facile Lorenzo Berardinetti che non ha molto digerito la scelta di Gentile, preferendogli il giornalista Pietro Guida. Ma non ha espresso comunque pubblico dissenso sull’argomento.

Anche il Movimento 5 stelle, che non ha indicato nomi, essendo notoriamente contrario alle nomine politiche secondo la logica dello spoil system negli enti e organismi della Regione, stavolta si è guardato bene dal presentare interrogazioni e interpellanze.

Nemmeno i grillini hanno pensato di inviare un più semplice comunicato stampa per denunciare inciuci e malapolitica. Muto perfino l’ufficio stampa della Regione sulle avvenute nomine.

Lucci, teramano come l’ex presidente di centrodestra, Gianni Chiodi, più volte lodato pubblicamente dall’ex presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, è stato riconfermato anche da D’Alfonso, con decreto a inizio ottobre.

Di Pangrazio, con un suo ulteriore decreto del 15 ottobre, ha aggiunto a Lucci i due componenti del cda. La Ridolfi sarebbe stata indicata segnatamente dal capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri.

Curioso, però, che altri esponenti dell’opposizione, vedi il capogruppo del Nuovo centro destra, Giorgio D’Ignazio, abbiano dichiarato di aver appreso solo a posteriori delle scelte di Sospiri.

Cadono dal pero anche gli esponenti del centrosinistra. Il capogruppo del Partito democratico Sandro Mariani al sito di informazione on line Abruzzolive ha dichiarato, anzi, seraficamente, che la scelta l’ha fatta Di Pangrazio, ipotizzando in base alla “valutazione del curriculum”.

E in effetti Gentile oltre alla sua indiscussa professionalità ed esperienza, a curriculum può vantare anche una sua dichiarata stima e amicizia con il conterraneo Di Pangrazio.