AVEZZANO – “Apprendiamo con sdegno dell’ennesimo episodio volto a riscrivere e manipolare l’informazione pubblica su argomenti che riguardano tutte e tutti ma in particolar modo le donne”.

Il Collettivo FuoriGenere protesta per la presenza  del senatore della Lega Simone Pillon al Festival della Comunicazione ControSenso che si terrà giovedì 6 giugno a Tagliacozzo. Pillon interverrà alle ore 12:15in un dibattito dal titolo “Il diritto alla libertà di pensiero e di parola: il caso Pillon”. Il senatore è salito alla ribalta delle cornache per le sue posizione antiabortiste, E’ firmatario di un disegno di legge che introduce una serie di modifiche in materia di diritto di famiglia, separazione e affido condiviso dei e delle minori. E’ uno degli organizzatori del Family Day, uno dei portavoce delle principali battaglie dell’integralismo cattolico e il promotore del gruppo parlamentare Vita famiglia e libertà. 

“A voler pensare male vediamo questo incontro come uno strumento, neanche tanto velato – spiega Fuorigenere – , con cui si cerca di ribaltare la situazione reale e si consegna ad una platea attenta di giovani giornaliste e giornalisti un dibattito fallace e fallato in partenza. A voler pensar bene, invece, rimaniamo sfornite di argomenti validi che possano giustificare un taglio così limitante riguardante Pillon, il cui caso non è certo quello di essere un inerme cittadino al quale viene sistematicamente tolta la libertà di espressione, di parola e di pensiero”.

“Si parla, al contrario, di un senatore che ha contribuito a scrivere un disegno di legge scandaloso – incalza Fuorigenere –  sotto tantissimi punti di vista e che ha beneficiato di tempi, spazi e sedi ufficiali per presentarlo e discuterlo. Un disegno di legge che ha scatenato la rabbia e l’indignazione di tutte noi in quanto ad una lettura attenta e meticolosa esprime tutto il conservatorismo e le posizioni più estreme e lesive dell’autodeterminazione delle donne. 

Allora ci chiediamo: qual è il nesso tra la libertà di pensiero e parola e le azioni contro la vita e il corpo delle donne di cui Pillon e la sua comitiva di ultraconservatori si sono fatti portatori? Noi facciamo fatica a capirlo”.

“Riteniamo questo incontro un’occasione sprecata: un dibattito non fazioso sulla libertà di espressione sarebbe, infatti, assolutamente necessario in un momento in cui quest’ultima viene strumentalizzata ed utilizzata per legittimare posizioni lesive dei diritti fondamentali…ma date le premesse, crediamo proprio che quello del Festival Contro Senso non lo sarà”, conclude la nota.