CHIETI – Il pozzo esplorativo della Petroceltic a sette chilometri dalla spiaggia di Lido Riccio a San Vito Chietino (Chieti), Elsa2, è a carattere temporaneo e non ha dunque bisogno dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale e le sue attività avranno durata di sei mesi. Mentre è risultata positiva la verifica d’impatto ambientale della Commissione tecnica.
Valutazioni positive, da parte dei vari organismi preposti, anche per Ombrina mare, il pozzo della Rockhopper a largo di Vasto (Chieti).
Compatibilità ambientale anche per il progetto Rospo mare, il cui procedimento si è concluso con decreto di pronuncia il 15 aprile 2015.
Sono i contenuti della risposta del ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti all’interpellanza del deputato abruzzese di Sel Gianni Melilla.
“Risposta non solo deludente – dice Melilla – ma gravissima perché ci comunica la sordità del governo di Matteo Renzi alla mobilitazione del popolo abruzzese, dei suoi Comuni, della sua Chiesa, della Regione, rispetto alla sciagurata ipotesi di trasformare l’Abruzzo in un distretto minerario e petrolifero buttando alle ortiche l’idea dell’Abruzzo regione verde d’Europa”.
L’interpellanza, rivolta anche al ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, era suffragata dai dati contenuti in un recente dossier nel quale si evidenzia lo stato attuale delle ricerche e perforazioni di idrocarburi in Abruzzo, sia in terra che off-shore.
Sono 2.213,05 i chilometri quadri interessati da permessi di ricerca, 441,294 quelli interessati da concessioni di coltivazione, 101,03 i chilometri quadri interessati da concessioni di stoccaggio, 35,72 quelli interessati da istanze per concessione di coltivazione, 1.018,00 per concessioni di stoccaggio, 4.222,80 per permessi di ricerca.
“Il futuro della politica energetica non sono gli idrocarburi, ma le energie rinnovabili – asserisce Melilla – il risparmio energetico e l’efficientamento energetico. Sono in assoluta sintonia con i movimenti di lotta della nostra regione contro le trivellazioni petrolifere e anche con la Giunta e il Consiglio regionale che hanno deciso di promuovere un referendum, insieme ad altre Regioni adriatiche, su questo grande tema ambientale”.
“Andremo avanti, come ho detto nella mia risposta alla Camera, per impedire con ogni mezzo pacifico le scelte scellerate di Ombrina e Elsa2 che si traducono in un affare solo per le multinazionali estere che si stanno accaparrando i progetti di coltivazione e produzione di idrocarburi a terra e a mare”.
“Bisogna con forza – conclude Melilla – avviare il Parco nazionale della Costa Teatina, e rilanciare il sistema abruzzese dei Parchi Nazionali e delle Riserve Statali e Regionali”. (m.sig).
MOVIMENTO CINQUE STELLE PRESENTA PROPOSTA LEGGE CONTRO POZZI COSTA TEATINA
Il Gruppo del M5S ha depositato questa mattina all’Emiciclo una proposta di legge alle Camere, di iniziativa regionale, per l’abrogazione dell’articolo 35 del Decreto Sviluppo del 2012, quello che oggi consente l’installazione degli insediamenti petroliferi al largo delle coste abruzzesi, come Ombrina Mare.
Contestualmente è stata depositata una risoluzione urgente che impegna la Giunta a presentare tempestivamente ricorso al Tar Lazio contro il decreto di compatibilità ambientale n.172 del 7 agosto scorso, che di fatto rappresenta il superamento di uno degli ultimi ostacoli all’iniziativa della Rockhopper.
“Il M5S si batte contro la petrolizzazione con i fatti e non a parole – spiega Sara Marcozzi – all’interno del documento sono indicati anche 5 diversi motivi sui quali fondare il ricorso al tribunale amministrativo. Queste iniziative seguono gli atti politici del M5S già presentati e approvati nell’ultimo anno dal Consiglio, che hanno dato impulso anche al ricorso alla Corte Costituzionale contro il Decreto ‘Sblocca Italia’. A questo punto ci aspettiamo l’appoggio di tutti i Consiglieri regionali e di tutti i Parlamentari abruzzesi di ogni schieramento”.
ACERBO: “CONFERMA CHE RENZI E IL PD SONO CONTRO ABRUZZO, APRIRE CONTENZIOSO”
“La risposta che il governo ha dato all’interrogazione dell’onorevole Gianni Melilla di Sel sulla petrolizzazione del nostro mare conferma che il nemico da battere non è una generica politica ma innanzitutto il Partito democratico e il suo governo”. Lo afferma Maurizio Acerbo di Rifondazione comunista.
“Ci sarebbe da fare una lunga disamina sulle dichiarazioni del governo e non mancheremo come movimenti No Ombrina di farla punto per punto. E’ evidente che l’indignazione che ci ha portato a protestare a L’Aquila contro Renzi era più che fondata”.
“Va anche ricordato che non è solo Renzi il problema ma l’intero Pd perché anche anche Bersani e Prodi sono sostenitori della ‘strategia energetica nazionale’ che individua l’Abruzzo come distretto minerario e solo Civati dissentì sul decreto Sblocca Italia”.
“Inoltre Ombrina è stata sbloccata durante il governo Monti quando Bersani era segretario. Per fermare questo scempio c’è bisogno che siano utilizzati tutti gli spazi di battaglia anche istituzionale”.
“Oltre a referendum e legge di iniziativa popolare ritengo indispensabile anche approvare una legge regionale No Ombrina istituendo un’area marina protetta aprendo un contenzioso costituzionale col governo dei petrolieri e delle multinazionali”.






