L’AQUILA – Assalto agli uffici comunali di via XX aprile, dopo i primi distacchi del gas ai morosi totali delle bollette dei Progetti C.a.s.e dell’Aquila, che in questi giorni stanno iniziando a mettersi in regola con i pagamenti.
Iniziano a saldare il dovuto non solo i morosi delle bollette, per la paura di un inverno al gelo, ma anche quelli dei canoni di compartecipazione, dopo la stretta del Comune sugli sfratti che dalla fine del mese passeranno da due a cinque a settimana.
Sono tanti gli assegnatari che in questi giorni si sono visti staccare il gas dopo l’installazione di particolari rubinetti che chiudono le utenze con speciali chiavi in possesso solo dei tecnici comunali.
“Sono circa una sessantina al giorno le persone che si presentano agli sportelli per pagare le bollette non saldate dal 2010 al 2015 con mega conti che arrivano anche a 8 mila euro”, affermano dagli uffici Progetti Case e Map. I morosi dovranno coprire gli interi importi in una unica soluzione, senza rateizzazioni, se vorranno tornare ad avere acqua calda e gas.
I distacchi del gas sono iniziati ufficialmente giovedì scorso dai progetti Case di Sant’Elia e Bazzano e stanno continuando su tutte le altre piastre: sono 291 gli interventi previsti nella prima tranche, a fronte di circa 800 i morosi totali.
Il Comune deve a Enel gas ogni mese circa 350 mila euro e secondo i dati del Sed, dal 2010 al 2013 i consumi totali delle piastre sono stati di oltre 11 milioni euro. Di questi al Comune mancano all’appello ancora 4 milioni mentre dei 3 milioni di euro di consumi del 2014 è stato saldato solo il 51,68 per cento.
L’ammanco del primo bimestre del 2015 ammonta invece al 16 per cento di circa 700 mila euro di consumi.
Ci sarebbero, come più volte denunciato dal sindaco, Massimo Cialente, molti benestanti tra i morosi totali di bollette e affitti, alcuni dei quali commercianti, ristoratori e gioiellieri.
A finire nel mirino del recupero crediti del Comune tuttavia ci sono anche molti indigenti che non possono permettersi di pagare: per queste situazioni ci sarà domani una riunione tra gli uffici preposti e i servizi sociali per cercare di arginare almeno le problematiche legate ai casi di fragilità sociale.
Intanto il 2 settembre dopo la pausa estiva sono ripresi gli sgomberi dei morosi totali dei canoni: a farne le spese questa volta una famiglia di tre persone che ha dovuto abbandonare l’alloggio dopo l’intervento della polizia municipale e del personale del Comune.
Come annunciato dalla dirigente del settore Ricostruzione pubblica e patrimonio Enrica De Paulis, tuttavia, molti sfratti sono stati evitati perché i morosi stanno iniziando a mettersi in regola con i pagamenti.





