L’AQUILA – “La verità è che, come ai tempi di Guido Bertolaso e Silvio Berlusconi, anche con Matteo Renzi è vietato protestare, anche per sacrosante ragioni, che riguardano anche noi aquilani, ma va ricordato che quello di manifestare è ancora un diritto”.
Vanno al contrattacco i manifestanti aquilani che hanno contestato martedì il presidente del Consiglio nella sua prima visita all’Aquila e in Abruzzo.
Una protesta sui temi della ricostruzione che si è incrociata con quella dei contestatori giunti dal resto della regione per contestare la petrolizzazione o il metanodotto Snam, sobillazioni sfociate in lanci di uova e sampietrini degli insorti e manganellate della polizia.
A spiegare le ragioni della protesta oggi, in un incontro con la stampa, Anna Lucia Bonanni e Alessandro Tettamanti del Comitato 3e32, Francesca Aloisio, vice presidente regionale di Legambiente nonché presidente del circolo dell’Aquila, Giorgio Bruno, degli studenti indipendenti.
Tutti hanno condannato, in primis, i lanci di sampietrini.
“Chi è forte delle proprie ragioni non ha bisogno di gesti del genere, un gesto, però, nato in un momento concitato, di rabbia incontrollata”, ha spiegato la Bonanni, ricordando che anche la polizia ha caricato preventivamente “come a Roma nel 2010”, nel corteo del 7 luglio con 5 mila aquilani invasori della “zona rossa” delle istituzioni, “senza che i manifestanti avessero fatto alcunché di temibile e pericoloso se non srotolare striscioni e intonare cori”.
” Allora, come oggi – aggiunge Bonanni – fummo constretti a convocare una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, per raccontare come erano andate davvero le cose, per raccontare la violenza delle cariche della Polizia che non voleva contestassimo Berlusconi e Bertolaso: evidentemente, non è cambiato nulla, da allora. Chi quel giorno era dietro le barricate. E il Pd cittadino, utilizza oggi gli stessi modi e le stesse parole di allora”.
“Mi dispiace molto – ha aggiunto la Bonanni – che la poliziotta, una donna lavoratrice, si sia fatta male, ma le immagini parlano chiaro, si è trattato di un incidente, i manifestanti non c’entrano nulla. Semmai la gestione dell’ordine pubblico ha avuto molte lacune”.
La Aloisio ha aggiunto che “è un po’ povero l’argomento che all’Aquila non si dovesse protestare contro i progetti petroliferi e altre vertenze ambientali. Questi sono argomenti importanti – ha sottolineato – che riguardano in pieno tutti gli abruzzesi, e gli aquilani compresi”.
Tettamanti ha poi messo in discussione “la vecchia favola usata come argomento contro la manifestazione, quella che se stiamo buoni ci accontentano, perché all’Aquila si muore di miseria, di disoccupazione, il post-terremoto e la ricostruzione sono stati una botta di fortuna solo per una piccola parte della popolazione”.
E il 3e32 ha ha negato che ci fossero tifosi del Teramo in piazza per protestare contro la retrocessione in serie D, come detto dal premier Matteo Renzi per poi scusarsi. Nega seccamente la presenza di manifestanti erano tutti a volto scoperto,
In conclusione i manifestanti in una nota valutano “positivamente la giornata del 25 agosto proprio perché ha dimostrato come i territori abruzzesi possano lottare insieme: non ci si salva da soli e le vertenze vanno unite perché riguardano l’intera regione e sono tutte collegate alla sua salvaguardia. Siamo aquilani, abruzzesi, italiani, studenti, lavoratori precari e non ci sentiamo soltanto terremotati”.




