L’AQUILA -È iniziato, puntuale alle 10,00 alla sede dell’Aquila di Palazzo Silone, la riunione tra i coordinatori regionali dei partiti di centrodestra e il governatore Marco Marsilio, da cui ci si aspetta la formazione della nuova Giunta. Sono presenti, insieme al presidente, i deputati Giuseppe Bellachioma e Luigi D’Eramo, coordinatore e vice coordinatore regionale della Lega, il senatore Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia, Etelwardo Sigismondi, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, e Gianluca Zelli di Azione Politica.
La Lega, azionista di maggioranza del centrodestra, si aspetta di chiudere la partita già da domani, gli alleati non si sono pronunciati, ma non tutti sono allineati nel significato decisivo nel summit di centrodestra sulla formazione della nuova Giunta in seguito alla trionfale vittoria alle regionali del 10 febbraio scorso.
Ma stando agli umori in seno alla coalizione che ha stravinto e che però è già segnata da divisioni interne per le quali comincia a preoccupare il ritardo nella composizione dell’esecutivo, la vera partita si gioca sugli equilibri di potere in seno alla Giunta: in sostanza, dicono nel centrodestra esponenti di Fi, Fdi e Azione Politica, che vogliono rimanere anonimi, domani sarà determinante verificare chi farà di fatto il presidente tra il senatore romano di origini abruzzesi Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, e la Lega, attraverso il segretario regionale e deputato, Giuseppe Bellachioma, sostenuto da Roma dal vice premier e ministro dell’interno, Matteo Salvini, che vuole sapere tutto dell’Abruzzo e partecipare alle decisioni.
In che senso? Se i salviniani, forti del 27,5 per cento dei consensi (oltre 160mila voti equivalenti al 60 per cento dell’intera coalizione) otterranno quello che hanno chiesto, cioè quattro assessori su sei, tra cui il vice presidente e il posto di esterno, la maggioranza sarà schiacciante anche in Giunta, organismo dove passeranno i provvedimenti più importanti.
Questo, dopo il divario nell’assemblea regionale con 10 consiglieri eletti dalla Lega sui 18 del centrodestra.
Se la Lega ne prenderà tre con Marsilio che quindi riuscirà a farsi “concedere” dai leghisti un altro assessore dopo la rinuncia alla presidenza del Consiglio regionale, allora nella coalizione si sarà un riequilibrio di forze e non sarà una undicesima a completa trazione leghista.
L’assetto con tre assessori salviniani, più uno a ciascuno a Forza Italia (9,07 per cento e tre consiglieri), Fdi (6,5 per cento e due consiglieri) e alla civica Azione politica (3,47 per cento e un consigliere), e con il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale ancora agli azzurri che hanno chiesto due posizioni (per la verità due assessori) e la presidenza del consiglio che torna ai leghisti, è stato presentato nella controproposta ai leghisti formulata dal coordinatore regionale dei meloniani, Etel Sigismondi.
E in questo senso, nessuno vuole mollare, facile quindi ipotizzare il rischio che domani non ci sia una fumata bianca. Epilogo diverso da quanto affermato oggi all’Ansa da Bellachioma e diverso da quanto annunciato da Marsilio che prima dell’esordio dell’assemblea regionale, quando dovrà essere presentato per legge l’esecutivo, vuole aver già riunito la Giunta.
“Domani vorrei uscire dalla riunione con la nuova Giunta regionale già definita. L’esecutivo non lo deve fare il segretario regionale della Lega ma il presidente Marsilio. Dobbiamo affrettare i tempi per cominciare a lavorare per il bene degli abruzzesi”, spiega il deputato e segretario abruzzese della Lega presentando il summit, in programma domattina all’Aquila, tra il presidente, Marsilio e i coordinatori dei partiti alleati della coalizione di centrodestra sulla formazione della nuova Giunta.
In riferimento all’assetto, Bellachioma ribadisce la istanza “irrevocabile” dei quattro assessorati, tra cui la vice presidenza e il posto di esterno, e la rinuncia alla presidenza del Consiglio, posizione che faceva parte della prima istanza.
“Non possiamo andare oltre, la Lega ha ottenuto il 27,5 per cento, il che vuol dire oltre 160 mila voti e il 60 per cento del consenso della coalizione – continua il segretario della Lega -. Le nostre richieste, come ha sottolineato anche il nostro leader, Matteo Salvini, sono state formulate per rispettare la volontà e la dignità degli abruzzesi che ci hanno chiesto in massa di assumerci responsabilità nei loro confronti”.
Sui nomi dei papabili, il leghista mantiene il riserbo, sottolineando solo che “Salvini ha sul tavolo i curricula di eletti, subentranti e di alcuni tecnici di area, saranno decisivi competenza, affidabilità e serietà, non saranno determinanti le preferenze”, conclude il segretario abruzzese che domani, dopo la riunione aquilana, incontrerà il vice premier alla Camera dei deputati per fare il resoconto del summit.
Nel confronto di domani, il primo ufficiale all’Aquila, sede del Giunta e del Consiglio regionale, tra gli altri nodi si dovrà chiarire anche quello dell’alleanza in ottica elezioni europee tra Fi e Udc-Dc-Idea, la lista ripudiata da Marsilio in campagna elettorale perché ha candidato Mariana Scoccia, poi eletta, perché moglie dell’ex consigliere regionale di Abruzzo Civico ed ex assessore di centrosinistra Andrea Gerosolimo.
Intanto, in serata l’ex consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, non rieletto nonostante i circa 4.500 voti ottenuti il 10 febbraio scorso, ha attaccato il centrodestra per il ritardo nella formazione della giunta accasando la coalizione di essere solo interessata alle poltrone e non al bene degli abruzzesi. (b.s.)






