L’AQUILA – “Da indiscrezioni di stampa, ma abbastanza accreditate, apprendiamo che il piano di riorganizzazione territoriale del Viminale prevederebbe un netto declassamento della Questura dell’Aquila, che precipiterebbe in III fascia. Dopo lo scippo della Sovrintendenza non possiamo permetterci anche quest’ulteriore depotenziamento della presenza dello Stato sul nostro territorio”.

A lanciare l’allarme è Roberto Santangelo, consigliere comunale dell’Aquila e candidato al Consiglio regionale nella lista di Azione Politica.

“È un fatto assolutamente inaccettabile: il capoluogo di regione, la ricostruzione, il contrasto alle infiltrazioni mafiose meritano un’attenzione semmai ancora maggiore, non il contrario”, aggiunge Santangelo.

“A tal proposito presenterò un ordine del giorno urgente nel prossimo Consiglio comunale. Inoltre rivolgo un appello personale al ministro Matteo Salvini e all’onorevole Luigi D’Eramo affinché questa scelta scellerata venga ridiscussa”, conclude il candidato.

“Salvini non tocchi Questura, presenterò un’interrogazione urgente”, annuncia la deputata del Pd aquilana, Stefania Pezzopane, commentando la notizia del declassamento.

“Il vicepremier e ministro dell’Interno Salvini è venuto in Abruzzo ben sette volte in un mese. Ma non ha mai risolto uno solo dei problemi della città: non un euro dei dieci milioni che servono per salvare il bilancio del comune; nulla per la stabilizzazione dei lavoratori precari; niente sul recupero dei 16 milioni previsti dal bando per periferie e frazioni, sui fondi delle aziende per la tecnologia 5G, o il ripristino dei tagli per l’apertura della sede del Maxxi, eccetera, eccetera”, sottolinea l’onorevole dem. 

“Il declassamento significa meno uomini e meno mezzi. Altro che sicurezza. L’Aquila e la Regione Abruzzo non sono solo fuori dall’agenda politica di Lega e M5s, ma addirittura vengono trattati come limoni da spremere. Ecco perché Salvini e i suoi sodali mi attaccano vigliaccamente: perché dico la verità ed è una verità scomoda per questi signori”, conclude la deputata.

Sulla questione intervengono anche Stefano Palumbo, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale e Stefano Albano, segretario del Pd del capoluogo abruzzese.

“Il beato disinteresse di Salvini, attento quando si tratta di imperversare in campagna elettorale nelle piazze abruzzesi o alla Festa dell’Epifania all’Aquila a fare una incisiva propaganda che niente ha a che fare con i bisogni e i diritti delle comunità, produrrà per la Questura aquilana una dirigenza meno alta in grado, con tutto ciò che ne consegue in termini di centralità e autorevolezza quando si tratterà di decidere priorità e ripartire investimenti”, scrivono i due in una nota. 

“L’Aquila e il suo territorio, la città di una ricostruzione che durerà ancora molti anni, e nell’ambito della quale quindi è alto il rischio di infiltrazioni criminali, dove le attività di prevenzione e contrasto della criminalità sono senza dubbio più impellenti e urgenti della media, scivola in una posizione di debolezza nella lista di priorità emanata dal Ministero dell’Interno. Questo perché il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, non ha ritenuto importante mettervi becco o forse, chissà, perché più impegnato in altre questioni, elettorali e non. Consapevole o non, per L’Aquila e gli aquilani cambia, purtroppo, niente”, concludono.