PESCARA – “Legnini e Marsilio hanno ‘zeru tituli’ per governare l’Abruzzo. Centrodestra e centrosinistra si ripresentano dopo aver approvato insieme Fornero, pareggio di bilancio, dopo i governi Monti: cioè vogliono risolvere loro i problemi che loro stessi hanno creato”.
Lo ha detto la candidata M5S alle regionali d’Abruzzo Sara Marcozzi parlando dei suoi avversari per il 10 febbraio.
Durante il Forum svoltosi all’Ansa Marcozzi ha chiarito che i suoi avversari “parlano di grandi esperienze di governo, tutti si dichiarano esperti, hanno tanti titoli accumulati: invece ragioniamo su questi titoli, 20 anni di politiche e un paese che va a rotoli. Questi sono i titoli per governare? e questi sono i risultati? Il futuro è solo il M5S, anche in Abruzzo”.
“Le coalizioni di centrosinistra e centrodestra sono in piedi solo per sconfiggere il M5S, non c’è un programma comune, noi siamo il loro ‘faro contro'”, ha concluso Marcozzi.
Sara Marcozzi, parafrasando la battuta dell’ex tecnico dell’Inter Josè Mourinho, chiarisce che ”noi abbiamo proposto temi veri. Le coalizioni avversarie invece sono costruite su interessi. Va bene quando devi fare delle coalizioni elettorali, ma non quando poi devi governare su temi precisi. Lo stesso vicepresidente vicario uscente Giovanni Lolli in fase di chiusura di bilancio 2018 ammetteva che era ‘in trattativa’ con qualche consigliere di maggioranza dissidente: ma di che stiamo parlando? Qui gli interessi personali prevaricano sempre quelli generali e noi chiediamo sempre: chi paga le loro campagne elettorali?”, ha concluso.
Secondo Sara Marcozzi, le coalizioni di centrosinistra e centrodestra ”equivalenti in tutto, riciclati ovunque”, sono composte soprattutto da liste civiche ”che sono una truffa, sono lì solo per rastrellare voti, create apposta. Gli elettori di centrodestra e centrosinistra magari col voto alle civiche si illudono di poter scegliere il meglio, ma bisognerebbe spiegare loro che portano acqua alla carretta dei soliti che verranno eletti”.
”Noi siamo una sola lista, la coalizione è un problema che per noi non si pone – chiarisce al forum Ansa – mentre a livello nazionale scontiamo la legge elettorale dolosamente approvata per non far governare noi, e che ci ha costretti a fare il contratto di governo, qui in Abruzzo la legge elettorale consente di governare con un voto in più. Centrodestra e centrosinistra si ripropongono con Luciano D’Alfonso o Silvio Berlusconi: è questo il cambiamento?”.
”Noi corriamo per il primo posto, ci fa piacere questo testa a testa con il centrodestra, dato al 38%, mentre a noi attestano un 37%, ma da soli. Quanto ai sondaggi, per il centrosinistra sapevamo che non avesse senso partecipare a queste elezioni, di sinistra ne vedo poca”, ha detto Marcozzi.
”Il centrodestra non è in grado di vincere e di governare, hanno litigato sin dal primo giorno, anche quando hanno presentato le liste. Pretendono di governare questa regione e il loro candidato Marco Marsilio non è neanche abruzzese, come se io domani mi presentassi alle regionali del Lazio. Se per vincere basta il 35%? Dipende da quanto Marsilio possa causare il decremento del centrodestra e quanto Giovanni Legnini sia in grado di recuperare”.
Alle scorse politiche di marzo il M5S in Abruzzo alla Camera ha conquistato il 39,8% dei voti, il centrodestra il 35,8%, il centrosinistra 17,4%, Leu 2,6%, Pap 1,3%.
Sulle trivelle “il Movimento 5 Stelle non ha cambiato idea. Eravamo contro le trivelle e siamo contro le trivelle. Non è un no aprioristico e a prescindere. É un no perché noi crediamo che la vocazione del territorio italiano, non solo abruzzese, non sia quella del fossile”, ha aggiunto.
Marcozzi ha sottolineato che, in secondo luogo, “l’Europa e il mondo ci chiede di uscire dal fossile per cui investire oggi per ottenere pochissimi risultati tra 10 o 20 anni sarebbe inutile perché dovremmo uscire dal fossile. Terzo non vale neanche il pretesto dei posti di lavoro perché con quello che si investe per queste trivelle si crea un quinto dei posti di lavoro che si creerebbero investendo in energie rinnovabili”.
E sull’emendamento: “La Lega – ha affermato Marcozzi – ha cambiato improvvisamente idea anche se Salvini io me lo ricordo con le magliette per il referendum sulle trivelle ed era contrario anche lui, allora. Oggi ha cambiato idea, non so per quale motivo, ma credo sia tornato nell’alveo del no trivelle e l’emendamento ha bloccato ogni ipotesi di nuove trivelle. Il ministro dell’Ambiente ha chiarito che non ce ne saranno per tutti i motivi che ho detto. Non è un no a priori, è un no assolutamente motivato”.
Proprio il titolare del ministero dell’Ambiente, Sergio Costa, da Pescara, la scorsa settimana, in un evento con la candidata M5s della Regione Abruzzo, aveva lanciato il suo no secco alla firma di qualsiasi autorizzazione.





