L’AQUILA – Nonostante l’autopsia effettuata ieri abbia confermato che si è trattato di un drammatico suicidio, continuano all’Aquila le indagini sulla morte della 40enne di origini polacche trovata impiccata nell’ingresso dell’alloggio antisismico del Progetto C.a.se. in località Sant’Antonio.
La squadra mobile, guidata dal dirigente Tommaso Niglio, sta effettuando verifiche approfondite sulla vita della giovane e nell’ambito dei suoi rapporti per cercare di stabilire le cause che hanno portato la donna all’insano gesto.
Gesto reso ancora più drammatico dal fatto che lascia una figlia di sei anni che mercoledì pomeriggio ha atteso invano che la madre la andasse a riprendere a scuola.
Sono state proprie le maestre ad avvisare la polizia visto che la donna non rispondeva al telefono.
La bimba è stata affidata ad una comunità in attesa di conoscere le intenzioni dei familiari della mamma sull’adozione: in particolare, investigatori e assistenti sociali sarebbero in contatto con due sorelle in Polonia.
La 40enne non ha lasciato biglietti ma nonostante questo la polizia lavora sulla ipotesi di reato di istigazione al suicidio nell’ambito delle indagini coordinate dalla procura della repubblica dell’Aquila, in particolare dal pm Stefano Gallo, che ha aperto una inchiesto sul tragico fatto.
Gli investigatori hanno ascoltato amici ma soprattutto l’ex marito che ha avuto una relazione definita molto problematica anche dopo la separazione.
Non si conoscono le risultanze ma è trapelato che l’uomo, di origini siciliane ma residente all’Aquila, è stato raggiunto dalla misura del divieto di avvicinamento nei confronti della sua ex moglie che quindi lo aveva denunciato.
Divieto scaduto recentemente.
Inoltre all’uomo era stata tolta la potestà genitoriale per motivi legate a problematiche con la giustizia.
Contro l’uomo si è scagliata un’amica della 40enne con un post su Facebook poche ore dopo la scoperta del corpo senza vita nella serata di mercoledì scorso.
In quella testimonianza si sottolineava lo stato di paura in cui viveva la giovane madre.
Intanto, alcuni imprenditori e associazioni hanno dato disponibilità a contribuire ai funerali della donna che pur vivendo in condizioni di grande dignità ed accudendo al meglio la bimba, faceva dei lavori saltuari.






