L’AQUILA – In un centrodestra che ancora non trova la quadra, soprattutto sul nome del candidato alla presidenza, si fa largo una clamorosa ipotesi: negli ambienti politici romani, in particolare di Forza Italia, si fa il nome dell’ex capo della protezione civile nazionale, Guido Bertolaso per la leadership della coalizione nella regione che torna al voto in anticipo dopo le dimissioni del presidente Luciano D’Alfonso, costretto a lasciare per la sopraggiunta incompatibilità con la carica di senatore del Partito democratico.
Un rumors che trapela nel giorno in cui si apprende che gli azzurri hanno commissionato un sondaggio, che nei prossimi giorni servirà a valutare il gradimento del sindaco di Chieti Umberto Di Primio e dei consiglieri regionali Mauro Febbo e Paolo Gatti, e non si sa se anche di altri visto che le bocche restano cucitissime, e che slitta l’incontro tra Forza e Italia e Lega, visto che a vedersi saranno prima i leader nazionali.
L’ex sottosegretario di Stato del governo Berlusconi, molto conosciuto all’Aquila per essere stato protagonista della fase emergenziale post-terremoto del 2009, è intanto il nome a cui starebbe pensando lo stesso presidente di Forza Italia.
E nello scacchiere nazionale, che vede intrecciarsi le elezioni regionali anche in Piemonte e Basilicata e le nomine ai vertici delle grandi aziende di Stato, l’Abruzzo potrebbe essere appannaggio dei forzisti.
Un profilo di carattere nazionale, quello di Bertolaso, che potrebbe far superare l’impasse in cui sono finiti Forza Italia e Lega in regione, che al di là dei toni conciliatori seguiti alle rotture estive, non sembrano trovare un’intesa sul candidato governatore tra i nomi attualmente in campo: quello del sindaco di Chieti Umberto Di Primio, vice presidente Anci nazionale, dei consiglieri regionali Mauro Febbo e Paolo Gatti e dell’ex parlamentare Fabrizio Di Stefano.
Questo almeno secondo gli auspici dell’ex premier, visto che il precedente vissuto due anni fa alle amministrative di Roma, quando neppure Bertolaso è riuscito a mettere insieme Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, che prima lo hanno indicato come candidato sindaco unitario e poi gli hanno ritirarato l’appoggio, insegna come in politica nulla è scontato.
Una figura, tuttavia, quella dell’ex capo della Protezione civile, che non sembra conoscere l’oblio nonostante sia uscito di scena dalla politica e da ruoli attivi ormai da tempo.
Anzi, con il passare degli anni e il costante confronto sugli interventi tra la gestione del terremoto del 2009 e di quelli del 2016 e 2017 che hanno colpito il Centro Italia, l’azione di Bertolaso e del governo Berlusconi sono stati rivalutati tanto che, secondo alcuni, anche questo aspetto ha contribuito al clamoroso ribaltone al ballottaggio del giugno dello scorso anno quando Pierluigi Biondi ha recuperato circa 15 punti percentuali sul candidato del centrosinistra, Americo Di Benedetto, che aveva vinto nettamente al primo turno.
Un’eventuale candidatura di Bertolaso, poi, lo farebbe tornare in Abruzzo senza più ombre di carattere giudiziario, visto che è uscito indenne dai processi in cui era stato coinvolto dopo il 6 aprile 2009.
In particolare in quello alla Commissione Grandi Rischi, che ha portato alla condanna in primo grado dei sette esperti dell’organo consultivo della Presidenza del Consiglio dei ministri e poi all’assoluzione in secondo grado e in Cassazione, eccezion fatta per l’allora vice presidente, Bernardo De Bernardinis.
L’accusa per tutti era quella di aver sottovalutato il rischio sismico, alla luce della riunione del 31 marzo 2009 all’Aquila, cinque giorni prima la tragedia, lanciando messaggi rassicuranti ed inducendo gli aquilani a non prendere le precauzioni tradizionali di uscire di casa dopo una scossa.
Un assaggio del consenso che riscuote, poi, Bertolaso l’ha avuta la scorsa primavera all’Aquila, quando proprio Forza Italia lo ha chiamato per l’evento elettorale di chiusura del partito nell’ambito delle elezioni politiche: in quel caso ha catalizzato l’attenzione di oltre mille persone, riempiendo in ogni ordine e posto un ristorante alla periferia del capoluogo.





