L’AQUILA – Toni duri quelli usati dal presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Fabrizia Francabandera, all’inaugurazione dell’anno giudiziario, nel passaggio della sua relazione in merito alle indagini sugli incendi che nell’estate 2017 hanno devastato le montagne abruzzesi.
“Se vittime umane non ci sono fortunatamente state nella stagione degli incendi, non possiamo non ricordare l’inferno vissuto dalle popolazioni del territorio di Sulmona (L’Aquila), nell’agosto scorso, quando la forza potente del fuoco ha devastato per settimane intere i boschi del Morrone, come era accaduto qualche giorno prima sotto il Gran Sasso, a Fonte Vetica, facilitata sì dalle condizioni di particolare siccità e forse dalla trascuratezza del sottobosco, ma certo non estranea alla mano dell’uomo; quella criminale che vuole il disastro e quella dell’imprudenza, della sciatteria, forse ancora più pericolosa perché del tutto imprevedibile”.






