PESCASSEROLI – La bimba di 3 mesi di Pescasseroli (L’Aquila) morta lo scorso 17 febbraio nel tragitto verso l’ospedale di Avezzano (L’Aquila), era caduta dalle braccia del padre mentre le stava dando da mangiare col biberon.

Lo riporta il quotidiano il Centro.

La Procura della Repubblica di Avezzano aveva aperto un’inchiesta sulla morte della piccola Gaia Ferni, che avrebbe compiuto tre mesi il prossimo 27 gennaio.

“Mi è caduta mentre le davo da mangiare col biberon, poi l’ho messa sul letto e ha cominciato a stare male”, le parole del padre.

Il padre, Giorgio Armando – riporta il quotidiano – convocato per essere ascoltato in Procura ad Avezzano, racconta un’altra verità, dopo che per giorni, aveva fornito tutt’altra versione, sostenendo che la piccola aveva cominciato a stare male improvvisamente verso le 10 di mercoledì 17, cui erano seguite una corsa al distretto sanitario di Pescasseroli prima e poi all’ospedale di Avezzano in ambulanza, scortata dai carabinieri, a causa del mancato arrivo dell’elisoccorso per problemi di maltempo.

I genitori, in seguito alla morte della piccola Gaia, arrivata senza vita al pronto soccorso del capoluogo marsicano, avevano presentato una denuncia in Procura.

Dall’autopsia sul corpicino è quindi emersa un’altra verità: secondo il Centro, la bimba aveva una emorragia cerebrale e una frattura cranica, prove di una morte violenta e non a causa di un malore o un misterioso quanto improvviso decesso in culla.

L’uomo inizialmente non avrebbe detto nulla per paura.