ROCCA DI MEZZO – “La sentenza ha preso in considerazione errori, omissioni ed incongruenze nella compilazione del verbale riassuntivo delle operazioni elettorali del seggio n°1. Tali incongruenze sono riferibili esclusivamente a “disattenzioni” del presidente di seggio e si riferiscono ad attività di compilazione, registrazione e calcolo e non alla legittimità delle operazioni di voto, peraltro, mai messe in discussione. Al riguardo si rileva che non risulta contestata nel merito alcuna scheda elettorale.

Lo precisa in una nota il sindaco di Rocca di Mezzo (L’Aquila) Mauro Di Ciccio, all’indomani della decisione del Tar che ha annullato le elezioni del giugno scorso che lo hanno confermato alla guida del paese per appena dieci voti sullo sfidante, l’ex sindaco Emilio Nusca.

Il tribunale amministrativo il 12 ottobre scorso aveva disposto la verifica della corrispondenza dei dati registrati sulle diverse copie dei verbali. All’esito di quest’ultima operazione, svolta da un funzionario della prefettura, sono emersi errori commessi in sede di scrutinio in uno dei due seggi, tanto che lo stesso Tar ha disposto l’invio della sentenza alla procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.

“Il presidente, dice la sentenza, ha trascritto in modo erroneo e incongruo i dati riferiti al numero dei votanti, delle schede consegnate dalla prefettura e delle schede complessivamente autenticate. In particolare si è constatata la non corrispondenza tra le schede scrutinate e quelle autenticate, dalla quale il Tar ha dedotto la illegittimità del voto”, spiega Di Ciccio.

“Non c’è stato alcun riconteggio delle schede attribuite a me ed al candidato ricorrente Emilio Nusca: rimane inalterata, quindi, la scelta di voto espressa legittimamente dagli elettori di Rocca di Mezzo”, continua il sindaco.

“Rilevo infine sommessamente e ad ogni buon conto il dato oggettivo ed indiscutibile che il presidente del seggio n°1 è il cugino di primo grado del ricorrente. Specifico che ho già dato mandato ai miei legali di inoltrare immediatamente il ricorso presso il Consiglio di Stato per la riforma della sentenza”.

“Rilevo con rammarico – conclude Di Ciccio – che la situazione che si è venuta a creare comporterà inevitabilmente il blocco dell’attività amministrativa con grave danno per i cittadini di Rocca Di Mezzo”.

Il sindaco è difeso dall’avvocato Carlo Benedetti, mentre Nusca da Arturo Cancrini del Foro di Roma, Gianluigi Pellegrino di Lecce e Roberto Colagrande dell’Aquila.