L’AQUILA – “Il processo non deve accertare solo l’eventuale autore dell’omicidio, ma innanzitutto se omicidio è stato”.

Così l’avvocato Vincenzo Calderoni, difensore di monsignor Paolo Piccoli, sacerdote di origini venete e già parroco nell’Arcidiocesi dell’Aquila, accusato di aver ucciso monsignor Giuseppe Rocco, 92 anni, trovato morto nella propria camera nel seminario di Trieste il 25 aprile 2014.

Secondo l’accusa, il prelato sarebbe deceduto per strangolamento.

Oggi c’è stata la prima udienza del processo davanti alla Corte d’Assise di Trieste.

“Non si può dare nulla per scontato, altrimenti il dibattimento partirebbe con un pregiudizio”, ha proseguito Calderoni, del foro dell’Aquila, che ha assunto la difesa insieme al collega Stefano Cesco di Pordenone.

Nell’udienza di oggi, la prima dibattimentale, c’è stato uno scontro in aula sull’utilizzabilità come prova di un accertamento dei Carabinieri del Ris sul Dna dell’imputato fatto senza avvisare il religioso, come evidenziato alla vigilia dallo stesso Calderoni.

Per la difesa il reperto, costituito da tracce di sangue, è spiegabile con il contatto che ci sarebbe stato tra i due sacerdoti per impartire il sacramento dell’estrema unzione.

In ogni caso, Calderoni ha presentato un’eccezione perché, non essendo iscritto nel registro degli indagati all’epoca degli accertamenti, monsignor Piccoli non aveva potuto difendersi né nominare un proprio perito di parte.

Il pubblico ministero Matteo Tripani, al contrario, ha sostenuto l’utilizzabilità.

Alla fine il Collegio giudicante, per bocca del presidente, il magistrato Filippo Gullotta, ha ritenuto la prova utilizzabile respingendo i rilievi della difesa.

La Corte ha anche ammesso le liste dei testimoni dell’accusa e della difesa, per un totale di centinaia di deposizioni previste.

Non ci sono state ulteriori eccezioni preliminari, quindi l’udienza è stata rinviata al prossimo 13 ottobre quando, in particolare, verrà conferito incarico al perito che dovrà occuparsi della trascrizione delle numerose intercettazioni ambientali e telefoniche.

Il canonico Piccoli, a riposo per motivi di salute, è ancora incardinato nella Curia del capoluogo.