L’AQUILA – “Il vicepresidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli cerca di giustificare il flop turistico che non ha giustificazioni ma ha invece responsabilità ben precise”.
Lo scrive in una nota l’onorevole Fabrizio Di Stefano.
“Quali politiche ha messo in atto la Regione Abruzzo in questi anni per il settore turistico? Nessuna – polemizza l’onorevole – Basti pensare che non era stata assegnata neanche la delega specifica. In una regione come la nostra che, invece, dovrebbe fare del turismo un punto di forza del proprio sviluppo economico”.
IL RESTO DELLA NOTA
Pur comprendendo che Lolli, avendo ricevuto questa delega solo dallo scorso Febbraio, non abbia potuto cambiare la tendenza, non comprendo la Regione, e quindi anche Lolli che è Vicepresidente della Giunta, per questa assoluta miopia in questo settore.
Una promozione turistica assente, sperperata in mille inutili rivoli, nessun incentivo agli investitori, la destrutturazione delle dmc, nessun coordinamento tra le varie proposte turistiche, nessun coordinamento tra gli enti locali, l’assenza nei meeting importanti di promozione turistica mondiale, sono tutti elementi a sostegno del fatto che, da parte della Regione, non c’è un’idea progettuale in questo settore.
Anzi, addirittura, incentivano gli abruzzesi ad andarsene; a riguardo mi domando che logica hanno, per fare un esempio, le scelte del presidente Luciano D’Alfonso a mio avviso illegittimo della Saga Nicola Mattoscio – com’era illegittimo Luciano D’Amico alla presidenza della Tua e come il presidente dell’Anac Raffaele Cantone ha dimostrato – di promuovere e sostenere collegamenti con la Sardegna e la Sicilia?
Quanti turisti sardi o siculi sono venuti in Abruzzo questa estate?
Quindi la Regione Abruzzo paga per favorire i cittadini abruzzesi che hanno disponibilità, ma sono sempre di meno, e possono andare in vacanza in Sicilia e Sardegna.
Legittimo andare in vacanza in queste isole, ma sarebbe altrettanto legittimo che pagassero le regioni che ne hanno beneficio.
Dispiace vedere che qualche buon imprenditore del settore, pur di fare opera di piaggeria nei confronti del Governo regionale, giustifichi questa dèbacle con il fatto che l’Abruzzo è una Regione che ha subito il terremoto.
E per quale motivo la regione Marche non paga lo stesso scotto?
Anzi; la Regione Marche, secondo la Cna marchigiana, ha avuto un aumento delle presenze turistiche del 4,7%.
Evidentemente hanno saputo usare opportunamente le risorse, quelle messe a disposizione dallo Stato proprio in virtù della calamità che li ha colpiti, per promuovere opportunamente le proprie realtà in Italia e nel mondo, con i risultati che parlano chiaro.
La Regione Marche, inoltre, ha da poco bandito un cospicuo bando per favorire le strutture di piccola recettività; e l’Abruzzo? L’Abruzzo facile, l’Abruzzo veloce, si è trasformato in un Abruzzo facilone e leggero.
Un Abruzzo senza idee, senza progetto, senza strategia.
Allora che si inizi subito a pensare di riportare l’Abruzzo nei mercati turistici che contano, ad intensificare sì i collegamenti, ma quelli con le nazioni da dove possano venire i turisti e non quelli dove debbano andare gli abruzzesi che ne hanno le possibilità.
Che si programmino le risorse che ci sono per consentire agli albergatori abruzzesi di rimodernare le strutture ricettive, per favorire l’apertura di nuove e per mettere in rete quella incredibile e variegata offerta turistica che l’Abruzzo potenzialmente può mettere in campo: turismo balneare, turismo montano, turismo religioso, turismo rurale, turismo delle tipicità e delle ricchezze culturali.
Se tutto questo verrà fatto, sicuramente i risultati cambieranno e non avremo problemi a riconoscere i meriti alla Regione; non per chi la guida ma per l’Abruzzo intero.
Ma finché ci sarà questa politica miope e gretta, resteremo ad essere l’Abruzzo facilone e leggero.






