L’AQUILA – “Pierluigi Biondi ha vinto con un programma che guarda ai bisogni dei cittadini al di là delle etichette. Con un qualcosa che coinvolge anche l’elettorato di sinistra, deluso da una sinistra che ci mette cinque minuti per trovare venti miliardi per salvare una banca e in otto mesi non consegna le casette ai terremotati del centro Italia”.
Così il leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, all’Aquila per salutare il nuovo sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi. Primo esponente nazionale arrivato nel capoluogo dopo la clamorosa “remuntada” del candidato del centrodestra che al ballottaggio ha recuperato ben 12 punti di svantaggio nei confronti del candidato del centrosinistra di Americo Di Benedetto, restituendo al centrodestra l’amministrazione della città dopo i dieci anni di Massimo Cialente.
Meloni e Biondi, dopo una breve sosta dentro la sede elettorale gremita di sostenitori, tra cui anche il segretario regionale di Fratelli d’Italia Giandonato Morra, ex assessore regionale, hanno fatto una passeggiata per la città, tra i cantieri della ricostruzione.
In gran forma Pierluigi Biondi, ancora una volta acclamato dai suoi sostenitori.
“Quando il centrodestra è unito e credibile – ha detto il neo sindaco – è vincente perché è un alternativa valida al sistema del potere del Pd. Noi ci siamo presentati come rappresentanti del popolo, il Pd delle oligarchie, e il popolo che prende consapevolezza di sè, sa come scegliere”.
Auspica poi di trovarsi davanti “un’opposizione responsabile, nel rispetto dei ruoli, a me non piacciono però le melasse dove tutti vanno d’accordo, ma su alcuni temi dobbiamo marciare insieme, serve collaborazione”.
Per la Meloni il voto aquilano ha innazitutto una chiara valenza nazionale.
“Oggi – ha esordito davanti ai cronisti – è una bella giornata del centrodestra che vince le elezioni. Ma anche un’ottima affermazione per Fratelli d’Italia, dai sindaci eletti, alle notevoli percentuali ovunque. Con Pierluigi siamo cresciuti insieme, all’inizio non ci credevano tutti. Sembrava Davide contro Golia e invece ce l’ha fatta, perchè le cose stanno cambiando, la gente non si fa più filtrare, vuole guardare negli occhi chi gli sta di fronte, guarda alla loro storia, e sceglie le persone pulite e trasparenti, Ora inzia la parte difficile, ci assumiamo una grande responsabilità, L’Aquila ha bisogno di grande attenzione”.
“Gli italiani – prosegue l’ex ministro – ci hanno fornito un’indicazione chiara: se il centrodestra mette in piedi un programma serio, con persone credibili, che dica ‘prima gli italiani’, non c’è partita: né contro il servilismo di Matteo Renzi, né contro il qualunquismo di Beppe Grillo, che sono due facce della stessa sinistra”.
“il centrodestra – ha aggiunto – deve essere unito sui temi concreti ad esempio contro la delirante idea di concedere la cittadinanza automatica agli stranieri. E chiedo al centrodestra unito di raccogliere le firme per un referendum abrogativo, se questa delirante misura dovesse passare. Vogliamo poi reddito d’infanzia per rispondere alla demagogia del reddito di cittadinanza. Voglio parlare di queste cose con gli altri esponenti del centrodestra, voglio parlare di Italia e di italiani, le vicende di partito mi appassionano di meno”.
Infine l’inevitabile siluro al segretario nazionale del Pd ex premier Renzi: “Gli italiani come glielo devono ancora dire a Renzi che non vogliono il loro governo, la loro maggioranza, le loro proposte e le loro leggi? Come glielo devono dire Purtroppo siamo di fronte all’unico partito democratico del mondo che schifa la democrazia”, ha detto la Meloni. (ft)





