L’AQUILA – L’Aquila vuole un ospedale di secondo livello, con i migliori reparti e finanziamenti, in connubio con Teramo, e c’è una forte volontà politica di investimento sulle strutture sanitarie da parte della Regione Abruzzo, anche con lo strumento del project financing, la realizzazione di ospedali da parte dei privati in cambio dell’affidamento a loro dei servizi di gestione.
Queste le due forti volontà ribadite nel corso di un incontro con la stampa da alcuni protagonisti della sanità aquilana e abruzzese, il direttore generale, Rinaldo Tordera, e l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci.
Un incontro, cui ha preso parte anche il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, l’unico a parlare apertamente di necessità di costruire un ospedale tutto nuovo, convocato nel proprio comitato elettorale dal candidato sindaco Americo Di Benedetto, che sul tema della sanità, al di là di qualche considerazione generale, è rimasto comunque un po’ in disparte, “sono qui per imparare”, ha detto.
Tra i presenti anche il sindaco uscente, nonché medico ospedaliero, Massimo Cialente, il prorettore dell’Università dell’Aquila, Carlo Masciocchi, il consigliere comunale nonché primario di Riabilitazione Giorgio Spacca, la dottoressa di Medicina Laura Natali e altri professionisti ospedalieri e universitari.
Tordera ha chiarito di aver partecipato come tecnico, “mi hanno invitato e, se lo avesse fatto Pierluigi Biondi, sarei andato anche da lui”, ma dopo la partecipazione tra le prime file al comizio finale prima del primo turno di Di Benedetto, il manager ha affermato: “Che io abbia una sensibilità di centrosinistra mi pare evidente, sono qui volentieri”.
Convitato di pietra, il precedente manager Giancarlo Silveri, che si è presentato come candidato sindaco nella lista civica Riscatto popolare, è rimasto fuori dal ballottaggio, ha dialogato con il centrodestra senza trovare un accordo per l’apparentamento tecnico e ora flirta con il centrosinistra, facendosi vedere, per esempio, all’evento di ieri con il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti.
“Con Silveri non c’è nessuna alleanza, le alleanze si fanno dopo le elezioni non prima”, ha tagliato corto Di Benedetto e così sull’ex manager nominato dal centrodestra sono volate le consuete bordate dai tradizionali nemici del centrosinistra: dalle accuse sul mancato impiego dei 50 milioni di euro dell’assicurazione per ricostruire il “San Salvatore” fino alla legnata scagliata da Tordera che ha detto di aver trovato una Asl provinciale “non ancora fusa e separata in tre articolazioni, L’Aquila, Avezzano e Sulmona, forse perfino quattro, contando Castel di Sangro”.
PAOLUCCI: “PACCHETTO DA 90 MILIONI SULL’AQUILA”
Dopo aver raccolto le domande dei cronisti, Paolucci ha premesso che “è un momento di opportunità per la sanità abruzzese, siamo usciti dal commissariamento, abbiamo punteggi ottimi sui livelli essenziali di assistenza e i conti viaggiano più o meno alla pari”.
“In questa situazione c’è una disponibilità significativa agli investimenti – ha aggiunto – Il territorio dell’Aquila e il presidio ospedaliero San Salvatore, questa comunità e provincia, meritano di dire la propria nel pacchetto di investimenti regionale? Io dico sì, e con forza”.
Paolucci sul project financing per il San Salvatore, già bocciato in una prima stesura e ora riproposto, ha fatto riferimento, sommando fondi pubblici e privati, come di “un pacchetto sui 90 milioni di euro, non entro sull’istruttoria perché verrebbe strumentalizzata in ogni caso, sia se mi dicessi favorevole sia contrario. L’investimento – ha ribadito – è necessario e si farà”.
Qualche dettaglio in più lo ha aggiunto Tordera: “Il nuovo project è stato presentato, ho nominato il responsabile unico del procedimento che è Francesco Dalla Montà, nostro responsabile del settore patrimonio. Nei dettagli non l’ho ancora visto, aspetto la prima relazione, ma da quel poco che ho visto elementi di natura sanitaria ce ne sono parecchi”, ha detto in risposta a Biondi che ha evidenziato come la prima versione, bocciata, contenesse solo negozi e parcheggi a fronte di costi notevolissimi di gestione.
Sull’ospedale di secondo livello, nelle scorse settimane si è avviato in concreto, con la nomina di una commissione, il percorso di realizzazione di uno studio di fattibilità sull’unione funzionale tra L’Aquila e Teramo, mentre è già alle risultanze finali la congiunzione tra Chieti e Pescara: una differenza di velocità che ha generato polemiche del centrodestra.
Sul dea (dipartimento di emergenza e accettazione, ndr) di secondo livello L’Aquila-Teramo c’è il piano di riqualificazione che risale a un anno fa, 10 giugno 2016, e ne parla espressamente, quindi mi dispiace ma le polemiche sono legate a questa fase elettorale”, ha detto l’assessore.
“Anzi, lo studio era previsto per il dicembre 2018 e quindi siamo in anticipo di 18 mesi”. Nessuna altra informazione, tuttavia, su modalità e tempistiche e sull’effettiva fattibilità dell’operazione.
Paolucci ha anche ribadito che “nessuna parte del decreto Lorenzin prevedeva ospedali di secondo livello collegati in questo modo, siamo stati noi a porre una sfida al ministero dicendo che creeremo protocolli funzionali tra presìdi per il cittadino e tra centrali del 118 per velocizzare i tempi di risposta”.
Il problema vero, infatti, è quello di offrire combinazioni tra ospedali per garantire i tre “percorsi tempo-dipendenti”, ictus, infarto e politrauma, in un tempo ragionevole dal momento che “nessun ospedale dei quattro capoluoghi abruzzesi li ha tutti e tre”.
Paolucci ha concluso dando due interessanti notizie: “Venerdì saranno convocate le quattro Asl, vagliamo quanto ci consentirà la norma per stabilizzazioni del personale – ha concluso – Inoltre, presto ci saranno risorse aggiuntive per un importante investimento sulla radioterapia assegnato all’ospedale dell’Aquila”.
TORDERA: “IN 15 MESI OTTIMI RISULTATI”
Tordera ha lanciato una questione generazionale. “Bisogna rinnovare e immettere il più rapidamente possibile medici giovani e con mentalità diversa nei nostri reparti – ha avvertito – Abbiamo un’età media molto elevata e in tre anni ci sarà un grande ricambio”.
“Rivendico che in questi miei 15 mesi è rifiorito il rapporto con l’Università e ha dato i suoi frutti – ha proseguito – Abbiamo dato corpo e sostanza alla commissione paritetica, preso decisioni insieme e deciso insieme su quali reparti puntare e ancora insieme decideremo su quali risorse puntare per farne attrattori di mobilità”.
“Se diventeremo, e lo vogliamo, ospedale di secondo livello, senza queste prerogative e con le sole etichette la gente non verrà”, ha concluso.
PIETRUCCI: “SIAMO SQUADRA, CI VUOLE OSPEDALE NUOVO”
Quanto a Pietrucci, ha voluto evidenziare i “risultati di questi anni insieme a una squadra che si presenta oggi unita alle elezioni. Una squadra – ha aggiunto – composta dal direttore generale, che ha messo la disponibilità nel capire e comprendere i tantissimi problemi, e dall’assessore Paolucci che ha messo mano al settore come non avrebbero fatto in molti”.
Pietrucci, peraltro, nei mesi scorsi si era opposto alla nomina di Tordera rivendicando come figura migliore, per fare il direttore generale, quella di un medico aquilano piuttosto che quella di un manager non sanitario e di fuori città, ma quella fase sembra superata.
“Americo dovrà fare quello che ho fatto io, che ho avuto un approccio umile al mondo della sanità, di ascolto delle istanze, delle dinamiche e della grida di dolore dai reparti e dai primari che non ce la fanno più”, ha aggiunto contestando poi “la strumentalizzazione eccessiva su questi temi del centrodestra. Ho stima per Biondi – ha precisato – ma si è lasciato trascinare da persone che criticano tutto e tutti e che vogliono creare problemi non risolverli”.
Infine la problematica chiave di un “ospedale, quello attuale, completamente antieconomico e con costi di gestione pazzeschi. Dopo il terremoto abbiamo perso una chance, non è nostra responsabilità ma di chi ha gestito la ricostruzione (sanitaria, ndr) in quegli anni: con i 50 milioni dovevamo essere più incisivi per avere un ospedale nuovo, oggi c’è questa esigenza e per farlo a Collemaggio, come sento dire, oggi non ci sono più le condizioni”.
Anche per Pietrucci, “l’unica strada è il project: io ero contro la prima versione com’era presentata, mi auguro che sia cambiato per ospedale nuovo e dimensionato con costi di gestione sostenibili, visto che abbiamo la mobilità attiva più alta e lo dobbiamo difendere”.
ADB: “COMINCIO A CAPIRE COME STANNO LE COSE”
“Ho voluto questo incontro per cominciare a capire come stanno le cose, mi sono fatto un’idea di quello che è stato fatto – ha detto onestamente Di Benedetto – L’alta formazione specialistica può essere fatta sull’unicità del rapporto che abbiamo con l’università mentre il pronto soccorso deve avere una qualità di efficienza e di celerità del servizio”.
Anche Masciocchi ha preso la parola, parlando di “clima favorevole che in pochissimi mesi ha portato risultati che mancavano dal 1996, ora ammirati a livello nazionale”.





