L’AQUILA – “I risultati di questa tornata elettorale a L’Aquila dimostrano come, nonostante le tante lamentele di questi difficili ultimi anni, gli aquilani preferiscano la continuità al sistema che li ha amministrati rispetto ad un vero cambiamento”.
Lo afferma in una nota il Movimento cinque stelle, che sosteneva la candidatura a sindaco di Fabrizio Righetti.
“La dinamica delle elezioni amministrative territoriali è molto specifica e L’Aquila ha avuto una situazione ancor più particolare: l’estrema frammentazione del voto conseguente alla presenza di ben 24 liste e 800 candidati di cui 9 liste a sostegno del centrosinistra e 7 per il centrodestra, non premia sicuramente chi come il M5S, con una sola lista di 30 candidati, non utilizza questi vecchi ‘sistemi partitocratici’ utili solo per cercare un consenso per i capilista e sottrarre preferenze agli altri partiti/movimenti. Di fatto, analizzando i risultati della tornata elettorale, si vede che vengono ‘premiati’ quasi tutti ex assessori e consiglieri uscenti”.
“Altri elementi da tenere in considerazione – prosegue la nota – sono l’alto numero di non votanti (circa il 32%) nonché l’elevato numero di schede nulle (circa il 3%, alla stregua di un partito: il cosidetto voto disgiunto se non reso semplice e comprensibile, può essere causa di errori) nonché le spese effettuate nella campagna elettore per le quali il M5S si è completamente autofinanziato spendendo cifre inferiori a 1.000 euro”.
“Rispetto alle precedenti amministrative – conclude la nota – constatiamo una crescita del M5S aquilano che seppur non pienamente soddisfacente, permetterà, secondo le previsioni ‘ufficiose’, di eleggere un consigliere comunale con il quale potremmo vigilare e rendere più trasparente l’operato dell’amministrazione, elementi in passato molte volte estranei a questa città, e difendere i diritti dei cittadini. In tal senso continueremo a lavorare ancora con più vigore affinché il movimento si radichi maggiormente a livello comunale”.






