L’AQUILA – “Il Presidente D’Alfonso non entra nel merito delle problematiche inerenti il Project e abbandona, senza permettere il contraddittorio, la Commissione vigilanza senza dare nessuna risposta alle tante sollecitazioni pervenute in questi ultime settimane. Dopo tre anni di chiacchiere oggi l’iter del progetto di finanza passa ad una nuova commissione che deve esprimersi incredibilmente in poco più di un mese”.
Questo il commento del Presidente della Commissione vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo a margine dell’audizione di oggi del presidente della Regione Luciano D’Alfonso e del manager della Asl teatina Pasquale Flacco.
“Rimangano ancora in piedi – prosegue Febbo – e confermati tutti i dubbi: innanzitutto bisogna capire in base a quale norma è stato possibile prorogare al prossimo 30 giugno i termini in cui saranno definiti gli adempimenti connessi all’iter valutativo della proposta. Siamo già abbondantemente fuori i tempi prestabiliti dall’articolo 183, comma 15 del decreto 50 del 2016, il nuovo Codice Appalti, dove assegna il termine perentorio di 90 giorni per esprimersi e tale data è scaduta il 15 maggio scorso”
“Proprio su questo punto – incalza Febbo – a nulla sono valsi i richiami e i pareri dei vari legali interni della Regione e della Asl, consulenti esterni nominati da Asl e figure di fiducia dello stesso Presidente. Come non abbiamo sentito, sempre durante i lavori della commissione odierna, nessuna risposta alla lettura dei pareri dei Direttori sanitari dei vari U.O.C. che hanno criticato in maniera pesante e negativa la proposta di progetto di finanza sia dal punto di vista sanitario, sia economico-finanziario sia ingegneristico sanitario. Adesso la nuova commissione avrà il compito di procedere ad un preciso e minuzioso esame dei presupposti tecnici, sanitari e finanziari. Ricordo che sono tutti pareri e giudizi indispensabili ed imprescindibili per dichiarare la pubblica utilità”.
Per Febbo, poi, Flacco non ha spiegato “come sia possibile sostenere il canone del project, che inizialmente parte da 11-12 milioni di euro per arrivare nei trenta anni a 18-20 milioni di euro all’anno da versare al privato imprenditore, visto che la Asl ha chiuso il bilancio 2016 con una fortissima perdita di oltre 40 milioni di euro reali se vengono calcolate anche le sopravvivenze attive, contabilizzate in oltre 16 milioni, derivanti da richieste alla causa fallimentare ex Angelini ( se e quando la riconoscerà e la pagherà”.
“Pertanto – conclude Febbo – durante l’audizione odierna ho ribadito al Presidente D’Alfonso tutte contraddizioni che permangono sul project financing dopo tre anni di riunioni inconcludenti. Infine anche oggi viene fuori come questa Regione, dopo aver preso contezza dell’impossibilità di portare a termine un’opera di project financing, continua testardamente ed inspiegabilmente ad andare avanti per la propria strada con l’unico obbiettivo di scippare il Clinicizzato alla Città di Chieti”.





