L’AQUILA – “Programmi in piena continuità con il passato”: è l’accusa del consigliere comunale dell’Aquila di Forza Italia, Roberto Tinari, accreditato anche di una candidatura “di rottura” al sindaco con il centrodestra, all’indomani della presentazione di massima dei rispettivi programmi elettorali da parte dei candidati sindaci del centrosinistra.

“Purtroppo a oggi non è stato proposto nulla che rappresenti una chiara ed evidente rottura con la passata e presente amministrazione – attacca – Ritengo grave che, nonostante gli ultimi 10 anni di governo cittadino siano stati da molti ritenuti per lo più fallimentari su diversi fronti, non si cerchi una rottura con ciò che è stato”.

Per Tinari “è chiaro che L’Aquila ha bisogno di un cambiamento: a 8 anni dal sisma, non solo non si è ancora riusciti ad ultimare i lavori di ripristino dell’asse centrale, ma si ha ancora la ricostruzione delle frazioni appesa al palo – incalza – È necessario velocizzare la struttura burocratica, chiedendo uno snellimento delle procedure, ma è altrettanto opportuno agevolare il più possibile le imprese operanti e i lavoratori stessi, mettendoli in condizione di poter operare serenamente nel rispetto delle normative”.

“A mio avviso non c’è stato alcun disegno programmatico, alcuna volontà di agire in vista di un obiettivo comune e partecipato – continua il consigliere d’opposizione – Pensiamo alla situazione occupazionale: non si può pensare di attirare e trattenere le imprese con i soli fondi del 4% della legge 125/2015, ma è necessario attuare un serio piano di sviluppo e rilancio industriale, che disegni una nuova realtà cittadina, che tenga conto e preservi anche le aziende già esistenti”.

“Il nostro, tra l’altro, è un territorio che, se correttamente gestito e valorizzato, molto potrebbe ricevere dal turismo. Pensiamo all’annosa questione della gestione del Gran Sasso: è necessaria anche qui una seria pianificazione e un programma di sviluppo sostenibile, sull’esempio del Trentino. Una valorizzazione del territorio in chiave turistico-commerciale, nel pieno rispetto ambientale, non è solo possibile, ma è, a mio avviso, l’unica risposta utile”, continua ancora.

“L’Aquila ha disperatamente bisogno di un cambiamento, che non potrà apportare chi opererà in continuità con il passato”, conclude Tinari.