L’AQUILA – Il gruppo Consiliare di minoranza ”InComuneperTornimparte”, con decisione unanime dei componenti, ha lasciato la seduta del Consiglio del 31 marzo, “ritenendo che non garantite le condizioni di legittimità degli atti oggetto di discussione, con particolare riferimento alla proposta di deliberazione relativa all’approvazione del bilancio di previsione”.
Alla base della scelta, l’esigenza di far emergere in maniera chiara ed inequivocabile la condizione di perdurante invalidità nella composizione della giunta comunale in considerazione della violazione della normativa in materia di rappresentanza di genere di cui all’articolo 1, comma 137 della legge 56/2014 e articolo 46, comma 2 del Tuel (quali norme di attuazione dell’articolo 51 della Costituzione).
“Siamo stati costretti nostro malgrado a tale iniziativa – si legge in una nota del gruppo – dalla totale inerzia del sindaco nell’applicazione delle norme di legge violate, nonostante le sollecitazioni del prefetto e della consigliera per le pari opportunità della Regione Abruzzo, e per richiamare l’attenzione di tutti i consiglieri comunali e delle istituzioni preposte affinché vengano finalmente ristabilite le condizioni di legalità nella composizione della giunta comunale, tali da garantire la legittimità del relativo operato”.
“Chiediamo anche al sindaco – aggiungono – di spiegare ai sui elettori in primis ed ai cittadini tutti, il perché non sia stato in grado di nominare un esecutivo valido a norma di legge: noi, in qualità di componenti del consiglio comunale, auspichiamo che il primo cittadino metta fine al più presto ad una situazione che potrebbe portare ad una invalidazione di tutti gli atti posti in essere dall’attuale giunta”.
Auspicano poi “che si pieghi al rispetto delle norme sancite dalle leggi in vigore sul territorio italiano e tornimpartese, a cui è stato già ampiamente richiamato dagli organi competenti e che chieda scusa per tutto questo ai suoi cittadini”.
“Auspichiamo, inoltre, che il nostro semplice richiamo al rispetto delle leggi, presupposto fondante di ogni società civile, non venga strumentalmente utilizzato per biechi scopi propagandistici”..
“Il nostro gruppo vuole confrontarsi con la maggioranza – rimarcano in conclusione – in nome del superiore interesse del territorio e dei suoi cittadini, a condizione che sia legittimo l’organo esecutivo interlocutore. Tutto questo, peraltro, dovrebbe essere interesse del sindaco stesso, per evitare di invalidare i risultati da lui tanto decantati”.






