PESCARA- “Durante la disgrazia dell’hotel Rigopiano di Farindola i vigili del fuoco non appena mobilitati si sono precipitati sul luogo del disastro per portare aiuto alle persone che si trovavano sepolte da numerosi metri cubi neve, rocce e legno poiche’ erano rimaste intrappolate. Le condizioni proibitive climatiche e meteorologiche non hanno fatto minimamente esitare chi conosce per mestiere che a volte i minuti possono essere fatali per salvare la vita delle persone. Tutte situazioni che agiscono negativamente sullo stato psico-fisico dei soccorritori, anche dei vigili del fuoco, specie quando ‘l’equipaggio nell’abbigliamento’ non e’ consono alla situazione che si era creata all’hotel Rigopiano”.
A denunciarlo e’ il segretario provinciale Confsal dei vigili del fuoco di Pescara, Rocco Pacella, il quale riferisce “una mancanza di equipaggiamento per alcuni tipi di attivita’ che i vigili del fuoco svolgono in determinate situazioni ed in particolare nei luoghi montani”.
“I dispositivi di protezione individuali ordinari – prosegue Pacella – non garantiscono l’efficienza per le attivita’ di soccorso tecnico urgente in localita’ impervie montane, che pure i vigili del fuoco sono chiamati a svolgere per dovere istituzionale, ma sono sicuramente indicate per il soccorso a persona per una miriade di altre attivita’ di soccorso pubblico come ad esempio quelle urbane ed extraurbane”.
“Non e’ a caso che alcuni gruppi specialisti dei vigili del Fuoco sono meglio equipaggiati per le loro specifiche competenze, ma il problema – sottolinea Pacella – resta per tutto l’altro personale che svolge attivita’ ordinarie che comunque in situazione come quelle dell’hotel Rigopiano o altre collaborano gomito a gomito con gli specialisti. In questi casi si evidenzia uno stress psico-fisico di gran lunga piu’ esagerato e a limite della sopportazione umana per quei vigili del fuoco che a causa ‘dell’abbigliamento’ deve sopportare un maggiore freddo che e’ dovuto anche alla pioggia e neve che cade incessantemente come e’ successo in questi giorni, oltre che a rischiare infortuni inutili dovuti soprattutto a scarponi totalmente inadatti per le localita’ montane”.
“Altro problema che si e’ manifestato in questi giorni di emergenza – prosegue il segretario della federazione nazionale autonoma dei vigili del fuoco – e’ stata la scarsita’ e qualita’ delle derrate alimentari per i soccorritori che operano sia all’hotel Rigopiano, ma anche per i vigili del fuoco che affronta l’emergenza neve e tutti disastri che ha portato con se’ nei comuni limitrofi a Penne. Sicuramente sono comprensibili, naturali e giustificabili queste situazioni quando accadano in prossimita’ dell’evento calamitoso, diventa offensivo denunciare queste circostanze a giorni di distanza per chi rappresenta gli operatori del Soccorso Tecnico Urgente dei vigili del fuoco, specie quando la macchina organizzativa per chi svolge questo mestiere e’ rodata, ma evidentemente le esperienze del passato hanno lasciato ben poco”.






