L’AQUILA – A seguito dei recenti eventi sismici “non si rileva alcun danno alla diga di Campotosto” (L’Aquila).

Lo afferma l’Enel che gestisce l’infrastruttura, rilevando che “alla luce della difficile situazione idrogeologica di questi giorni si è comunque deciso, come misura cautelare, estrema, di procedere ad una ulteriore progressiva riduzione del bacino”.

La diga si trova, secondo la valutazione della commissione Grandi Rischi, su una faglia che si è riattivata.

“Non c’è nessun pericolo imminente di un ‘effetto Vajont'”, ha detto all’Ansa il presidente della Commissione Grandi Rischi, Sergio Bertolucci, a proposito della situazione della diga di Campotosto. “E’ importante – ha sottolineato – continuare a monitorare l’evoluzione sismica in quella zona” in quanto “esiste un aumento della pericolosità dovuta ai movimenti della faglia”. 

Una dichiarazione, quella di Bertolucci, “riparatoria”, visto che oggi al Tg3 aveva dichiarato che “Nella zona di Campotosto c’è il secondo bacino più grande d’Europa con tre dighe, una delle quali su una faglia che si è parzialmente riattivata e ci possono essere movimenti importanti di suolo che cascano nel lago, per dirla semplice è ‘l’effetto Vajont’. Se si avverte un aumento del rischio, bisogna immediatamente renderlo trasparente alle autorità e alla popolazione”.

Il riferimento di Bertolucci è alla diga del Vajont, in provincia di Belluno, dove la sera del 9 ottobre 1963 a seguito di una frana che cadde nell’invaso, e di gravissimi errori umani, si elevò un immane ondata, che provocò oltre 1900 vittime, nei paesi a valle.

“Da tempo – ha proseguito – la diga di Campotosto viene studiata dalla Protezione Civile in collaborazione con l’Enel e con tutti gli organismi deputati”.

Quanto al rischio legato all’eventuale caduta di materiali nel lago in caso di terremoto, Bertolucci ha rilevato che “non si configura la possibilità di avere onde che possano superare i dieci metri”.

Domani pomeriggio al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, convocata dal ministro Graziano Delrio, una una riunione sulle Grandi dighe delle regioni del Centro Italia colpite dai recenti eventi. Il ministero esercita, infatti, un’azione di vigilanza tramite la Direzione generale specifica. 

All’incontro parteciperanno la Protezione civile, il Consiglio superiore dei lavori pubblici, le Regioni coinvolte e i gestori che hanno la responsabilità dei controlli.

Affermazioni che fanno seguito al lancio di agenzia di ieri – che ha scatenato un putiferio – della Commissione Grandi rischi, che non esclude future scosse di alta magnitudo, 6-7, nelle zone dell’Aquilano al confine con il Lazio. 

Le parole di Bertolucci, però. non coincidono con quelle dell’Enel, che gestisce l’invaso e dei geologi che dopo le nuove forti scosse di terremoto e la slavina che ha spazzato l’hotel Rigopiano, hanno assicurato sul costante monitoraggio dell’invaso.

PEZZOPANE (PD), ”C’E’ PANICO SENZA SOLUZIONE, PRESENTO INTERROGAZIONE”

Il lancio di agenzia della Commissione grandi rischi sul rischio forte terremoto, ha provocato un vespaio di polemiche, tanto che la senatrice aquilana del Partito democratico, Stefania Pezzopane, ha annunciato un’interrogazione al presidente del Consiglio dei ministri.

“Di fronte ad un simile comunicato, che annuncia disastri, ma non dà soluzioni – commenta poi con rabbia la senatrice – cosa dovrebbero fare i sindaci delle comunità che si trovano lungo la dorsale della faglia interessata? Ieri ho avuto un vertice con gli amministratori dell’Alto Aterno, che si sentono impotenti di fronte ad una situazione di panico indotto dal comunicato della Grande Rischi, ma immagino che lo stesso sentimento sia comune a molti altri sindaci. Che fare? Ci sono centinaia di persone con case inagibili e distrutte, intrappolate dalle neve. I sindaci stanno cercando di gestire l’emergenza. Ma adesso si trovano di fronte ad una nuova situazione, prevenire il rischio annunciato e gestire la paura della popolazione. Con quali mezzi?”.

Sull’argomento, è intervenuto anche il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente affermando che “A questo punto ritengo che il sistema della Protezione civile nazionale e quello regionale debbano farci sapere quello che è giusto fare. Invocare rischi senza dare soluzioni è troppo facile”.

Tornando al rischio esondazione dell’invaso di Campotosto, dall’Enel assicurano che i controlli “sono costanti, applichiamo il nostro stringente protocollo”.

Stessa rassicurazione arriva dagli esperti: “le dighe come quella di Campotosto sono controllate e sono convinto che il gestore ha adeguato know-how e capacità di governance dell’impianto”, spiega a Enel il geologo Gian Vito Graziano, ex-presidente del Consiglio nazionale dei Geologi e Membro dell’Unità di missione #ItaliaSicura di palazzo Chigi.

“Mi sono occupato direttamente di onde di piena delle dighe in diverse regioni italiane ed ho verificato alte competenze in questo settore –  aggiunge Graziano – i tecnologi ed i tecnici dei gestori delle dighe seguono protocolli severissimi portati avanti con adeguate professionalità”.