L’AQUILA – Giornata di ricordo e di incontri quella di oggi per il partito della Rifondazione comunista dell’Aquila, che ha organizzato all’interno del Palazzetto dei Nobili, pieno per l’occasione, il convegno-dibattito “Partigiani sempre. I valori della Resistenza tra passato, presente e futuro”, in occasione delle celebrazioni per il 68esimo anniversario della liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

Ad animare il convegno, tra gli altri, il professor Raul Mordenti, sul tema della “Resistenza nella storia d’Italia e il ruolo dei comunisti”, l’aquilano Aldo Scima, sul tema “Il senso della memoria. La strage di Onna 11/4/1044”, il segretario del circolo di Rifondazione comunista “A.Casamobile” dell’Aquila Goffredo Juchich, il segretario provinciale del partito Francesco Marola e Fulvio Angelini. segretario provinciale dell’Associazione nazionale Partigiani italiani (Anpi). 

Al termine degli interventi, dibattito “Il fascismo oggi, le nuove resistenze” con la partecipazione di Anpi, Anppia, Rete antifascista L’Aquila e Circolo Prc “Alfonsina Casamobile” L’Aquila.

“Questa è la festa di tutti – spiega ai microfoni di AbruzzoWeb il professor Mordenti – anche di quelli più o meno sciagurati che sono ancora legati al fascismo, che possono parlare perché esistono la libertà e la democrazia conquistate dalla Resistenza. Un Paese senza memoria non ha futuro, in Italia la memoria è stata sempre attaccata, proibita per certi aspetti. Mi colpisce il fatto che c’è stata una generazione di giovani e molto giovani che a un certo punto della loro vita hanno dovuto scegliere, oggi ci troviamo probabilmente di fronte alle stesse esigenze. Si deve scegliere da che parte stare”.

“L’Aquila è una metafora dell’Italia – continua – un luogo ferito, colpito, mentre qualcuno rideva, ma vedo, anche oggi, una grande partecipazione. Sono convinto che le energie di questa città siano strepitose, straordinarie. Va ricostruita, come va ricostruita l’Italia”.

“Negli ultimi anni c’è sempre più partecipazione a quella che per tutti noi è una grande festa – commenta Angelini – mi piace pensare che L’Aquila possa essere ancora un simbolo di speranza e di ricostruzione in Italia, un Paese che ha bisogno di tanta solidarietà come fu con la vittoria della Resistenza. L’Aquila deve diventare una grande questione nazionale che ha bisogno innanzitutto di lavoro”.