CHIETI – A Chieti è stato un 25 aprile preceduto e accompagnato dalle polemiche per la mancanza di riferimenti alla resistenza nel manifesto commemorativo fatto affiggere dal Comune. La cerimonia pubblica si è però svolta in assoluta tranquillità: il sindaco Umberto Di Primio, il prefetto Fulvio Rocco de Marinis e il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio hanno deposto corone di alloro alle lapidi e ai monumenti che ricordano i caduti, la resistenza e i partigiani fucilati.

“Creare ad arte polemiche per il solo scopo di apparire, come hanno fatto taluni esponenti politici, trovando nella stampa una non condivisibile cassa di risonanza – ha detto Di Primio – offende la memoria degli eroi della seconda guerra mondiale e di quanti, con la non violenza, hanno contribuito a creare le condizioni perché il nostro Paese uscisse dalla occupazione e dalla dittatura. A noi il compito di ricordare per pacificare, allontanando per sempre chi, in nome di sani e sacrosanti principi, alimenta l’ odio e le divisioni”.

In largo Martiri della Libertà, dove è collocata una delle lapidi commemorative, un gruppo di militanti dell’Anpi, durante la deposizione della corona, ha intonato e cantato “Bella Ciao”. Sul posto è stata allestita una mostra sulla Resistenza e, sempre per iniziativa dell’Anpi teatina, alcuni di ragazzi di età compresa fra 10 e 14 anni hanno preso parte ad un percorso storico fotografico, con la guida dello storico Filippo Paziente e del fotografo Nicola Santamaria.

“Il tributo di sangue pagato dalla nostra città – ha detto il presidente di sezione dell’Anpi, Aldo Mario Grifone – è stato alto come d’altronde nella nostra provincia: vorremmo che non andasse disperso, ma che restassero i valori di quello che i nostri ragazzi hanno voluto fare cioè darci la libertà e la dignità.

“L’amministrazione comunale – ha inoltre concluso – ha un po’ perso di vista il significato di questa manifestazione che noi volevamo rimettere al centro loro si sono scordati sul manifesto le parole resistenza, fascismo, antifascismo, partigiani, ma oggi si celebra quello, la liberazione dell’Italia dalla dittatura, dal nazifascismo e la conquista della liberta e dei valori democratici”.