FANO – È in corso una massiccia operazione per evacuare circa 23 mila persone da Fano (Pesaro-Urbino), dopo il ritrovamento stamani di un ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale in un cantiere dell’Aser in viale Ruggeri sul lungomare Sassonia. 

L’evacuazione è stata decisa in quanto l’ordigno è stato innescato accidentalmente durante alcuni lavori. 

“Si tratta di una misura precauzionale – spiega all’Ansa l’assessore alla Protezione civile Cristian Fanesi – Le scuole saranno chiuse, ma non appena la bomba sarà stata fatta brillare e avremo il permesso delle autorità militari la gente potrà tornare a casa”.

Debbono essere allontanate le persone da case, strutture ed edifici pubblici nel raggio di circa 1.800 metri dal punto di ritrovamento della bomba.

La decisione è stata adottata dalla prefettura di Pesaro.

Le zone da evacuare sono il lungomare di Sassonia, il centro storico e la periferia a sud del centro

L’ordigno sarà fatto brillare in mare, con un’operazione congiunta tra Esercito Italiano e Marina Militare.

La bomba, con una spoletta ritardata, sarà prelevata nelle prossime ore e portata in mare aperto. 

Mille soldati sono in arrivo in città per collaborare alle operazioni.

Bus e pullman in attesa nei punti raccolta per portare i cittadini nei ricoveri allestiti dalla protezione civile, code di auto, veicoli della polizia che girano per le strade lanciando messaggi con gli altoparlanti sulla necessità di evacuare il centro di Fano.

È quello che sta accadendo in queste ore nel centro di Fano.

C’è molta gente in giro, ma le operazioni per mettere in sicurezza la popolazione si stanno svolgendo ordinatamente.

A Fano sono stati evacuati l’ospedale Santa Croce e la stazione ferroviaria.

Bloccati anche i treni dalle 21:30, dato che la stazione (come l’ospedale) si trova nella zona di pericolo.

Lo stop non interessa invece l’autostrada A14.