FONTECCHIO – Saranno tre i candidati sindaci a contendersi la fascia tricolore alle elezioni comunali di Fontecchio, in provincia dell’Aquila.

Nel comune di circa 300 abitanti, a 25 chilometri dall’Aquila, dove la ricostruzione post sismica volge oramai al termine, corre per un quarto mandato la 56enne Sabrina Ciancone, amministrativa del Policlinico Gemelli di Roma, che si definisce civica progressista, ma che sta componendo una lista che accoglie varie sensibilità politiche. Va ricordato che con la norma nazionale approvata nel 2024, è stato eliminato il limite del numero dei mandati per i Comuni sotto i 5mila abitanti, come appunto Fontecchio.

Ad affrontarla sarà questa volta l’ingegnere 48enne Andrea Di Biase, esponente di Fratelli d’Italia, ex capo di gabinetto del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di cui Di Biase è rimasto un fedelissimo, attuale direttore generale dell’Icsa, la residenza per anziani partecipata del Comune dell’Aquila, la ex Onpi, ed ex amministratore unico di Abruzzo progetti.

In campo anche l’ingegnere 43enne Davide Benedetti, professionista impegnato in prima linea nel processo di ricostruzione post sismica, con una lista civica bipartisan.

Per Sabrina Ciancone sarà una sfida probante. In particolare Di Biase, originario di Molina Aterno e ora residente a Fontecchio con la famiglia, è considerato un esponente di primo piano di Fdi, ed è stato già in corsa per la candidatura in consiglio regionale alle elezioni di marzo 2024, ipotesi poi sfumata al termine di un braccio di ferro al termine del quale ha prevalso l’avvocato Alessandro Piccinini, non eletto per una manciata di voti. E per Biondi e il centrodestra aquilano quella di Fontecchio è ritenuta una sfida importante. Insidiosa anche la candidatura del giovane ingegnere Benedetti.

Per la prossima legislatura tra le priorità la ricostruzione dello storico palazzo Muzi, già finanziato con 8 milioni di euro, che domina il borgo antico, la gestione di palazzo Galli, già ristrutturato e già utilizzato per mostre ed eventi e della riqualificata oasi adiacente alla conceria medioevale, ex centro faunistico del capriolo, il recupero del convento di San Francesco, sede di uno storico ristorante.