PESCARA – “Non ho mai nutrito dubbi sull’affermazione di Carlo Masci, che ha ben governato in questo primo scorcio di legislatura, e sono altrettanto certo che tra due settimane ad avere la meglio saranno le ragioni del Sì al referendum, per portare a compimento una riforma che il Paese attende da anni”

Archiviata l’elezione comunale bis di Pescara, con la netta affermazione nei 23 seggi dove si è tornati a votare del sindaco di Forza Italia Carlo Masci, guarda già avanti, al referendum della giustizia del 22 e 23 marzo, nell’intervista ad Abruzzoweb, il deputato pescarese di Fratelli d’Italia, Guerino Testa, dottore commercialista 55enne e revisore contabile, ex presidente della Provincia di Pescara, ed ex capogruppo di Fdi in Consiglio regionale.

La riforma della magistratura, per Testa, “è parte integrante del nostro programma di governo, finalmente dopo anni e anni possiamo dare la possibilità ai cittadini di avere una giustizia più veloce, più equilibrata, con poteri nuovi, con poteri che garantiranno uno sdoppiamento delle funzioni, con la separazione delle carriere, un sorteggio dei magistrati all’interno del Csm e l’istituzione di un’alta corte”, esordisce il deputato.

Argomento su cui anche Testa insiste è che “in quasi tutte le democrazie occidentali esiste la separazione delle carriere, in Europa siamo rimasti noi, la Turchia, la Romania e la Bulgaria. Noi riteniamo che sia importante non limitare i giudici magistrati ai quali va il massimo rispetto, ma bisogna fare in modo che finisca lo strapotere di alcuni magistrati, frutto delle logiche del correntismo, quello più sbagliato, che consente a qualcuno di fare carriera ai danni di altri magistrati parimenti preparati. A questo vogliamo aggiungere che il sorteggio per il Csm, che rappresenta una forma di equità sostanziale, e poi l’Alta corte, con la quale finalmente un magistrato sarà giudicato e valutato da una parte terza”.

Testa poi ribatte ad alcune argomentazioni del fronte del No ad esempio quello per il quale la separazione delle carriere riguarda già oggi una piccolissima parte dei magistrati, e che tutto è congegnato per sottomettere la magistratura alla politica.

“Il caso Palamara che ha scoperchiato il vaso di Pandora, è emerso che invece di entrare nel merito, si guardava solo appartenenza a determinate correnti, nel decidere se un magistrato poteva essere nominato nella procura di Chieti oppure in quella di Caltanisetta. Quindi l’unico modo oggi per spezzare questo filo rosso è sicuramente il sorteggio, come avviene già per altri istituti, si pensi al Collegio dei revisori all’interno degli enti locali”.

Altra sfida, collegata al referendum e alla riforma complessiva è poi prosegue Testa, la velocizzazione ed efficientamento della macchina della giustizia.

“Con i decreti attuativi si andrà proprio ad incidere anche su questi aspetti. Ci sono molti casi in cui i giudici hanno tenuto dentro i cassetti la scarcerazione o una decisione per mesi, mesi e mesi e questo non può più avvenire perché in un paese occidentale come il nostro bisogna sicuramente avere una marcia in più nella tempistiche.

Testa infine invita a non strumentalizzare la delicata vicenda della famiglia nel bosco di Palmoli, nella campagna elettorale del referendum

“E’ una questione molto complessa, molto articolata, bisogna andarci con i piedi di piombo, certo è che oggi spezzare il cordone ombelicale dei bambini con la famiglia, ritengo personalmente che non sia una una cosa bella e giusta, potrei dire come hanno detto già molti miei colleghi che a volte in situazioni anche più disagevoli non si ha avuto stesso metro di giudizio. Ma detto questo, personalmente non accosterei questa vicenda al referendum”.