PESCARA – La legittima ambizione a proporsi come candidato segretario regionale di Forza Italia al prossimo congresso elettivo, e poi nel 2027 in Parlamento, questa volta in posizione “apicale” e sicura. Fermo restando che l’obiettivo resta quello di fare squadra, di evitare liti, per raggiungere l’obiettivo del 20% alle prossime scadenze elettorali, e ambire ad esprimere nel 2029 un candidato presidente della Regione, per il post Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, che concluderà il suo secondo e ultimo mandato.

Eccolo il cronoprogramma del futuro politico di Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale, uomo di punta della Forza Italia abruzzese, dallo stesso illustrato nell’intervista ad Abruzzoweb.

Il 50enne politico pescarese è in consiglio regionale dal 2009, al quarto mandato, presidente dell’assise anche nella passata legislatura, dopo essere stato anche consigliere comunale di Pescara e consigliere provinciale, nipote del sottosegretario delle Infrastrutture Nino Sospiri, di cui il 10 gennaio è stato commemorato al teatro Circus di Pescara il ventennale dalla scomparsa.

Per quello che riguarda il congresso di cui si attende l’indizione, comunque entro l’anno, la sfida che già si profila in Abruzzo è tra Sospiri e l’attuale segretario, dal 2013, il deputato pescarese anche lui ed ex presidente del consiglio regionale, Nazario Pagano.

“Il presidente Antonio Tajani ha deciso di aprire alla democrazia interna per contendere alcune cariche e, lo dico senza nessuna pretesa, io mi sono già proposto per questo ruolo, avendo riscontrato una condivisione da parte dei colleghi consiglieri regionali, anche prima, non solo ora. Vedremo dunque quando e se si faranno questi congressi”, spiega Sospiri.

Del resto, come noto, Sospiri avrebbe dovuto diventare segretario già all’indomani delle elezioni politiche del 2023, in virtù di un patto che prevedeva che se il senatore uscente Pagano fosse stato rieletto deputato, come avvenuto, e Sospiri non fosse stato eletto al Senato, come avvenuto, ci sarebbe stato il passaggio del testimone in segreteria che però non c’è stato. Sospiri ha sfiorato l’elezione, ma partiva da un posto in lista fortemente a rischio, a differenza di quello blindato.

Tiene però con forza a sottolineare Sospiri: “Io intendo intavolare con Nazario Pagano un rapporto sereno, rilassato, non credo che Forza Italia abbia bisogno di liti. In Abruzzo abbiamo raggiunto il 14% grazie all’aiuto di tutti, e voglio continuare a mantenere questo equilibrio e spirito unitario”.

Aggiungendo però che “deve essere vero, non solo formale, nell’interesse di tutti e non solo del mantenimento di rendite di posizione”.

All’orizzonte già ci sono le politiche del 2027.

“Forza Italia ha l’ambizione di avvicinarsi 20%, per poi preparare la stagione delle elezioni amministrative e delle regionali del 2029, quindi dobbiamo essere un partito forte, partecipato, aperto in cui si possa discutere, in cui si cambia idea se qualcuno ti dà una buona idea. Ovviamente leali con i nostri amici di coalizione, perché ci sentiamo tutti prima di centrodestra e poi di Forza Italia”.

Ma appunto, “alleati ma non subalterni”  e qui il pensiero va alle regioni del 2029, dove non potrà essere ricandidato Marsilio, che avrà completato il suo secondo e ultimo mandato.

Sull’identikit del prossimo candidato presidente Sospiri è estremamente chiaro.

“Anche Forza Italia dovrà avere l’opportunità di costruire una sua piattaforma che ci faccia contendere l’idea di poter esprimere una candidatura alla presidenza della giunta regionale. Questa regione è stata governata e sarà governata fino alla fine del mandato da Marsilio di Fratelli d’Italia e in Fratelli d’Italia ci sono tanti ottimi candidati, forti quanto i nostri. L’unita della coalizione prevarrà sempre e comunque, ma c’è anche la nostra legittima aspettativa a poter governare la regione”.

Per Sospiri però Forza Italia “dovrà aprirsi ancor di più ai territori, alle forze civiche che non sono politicamente in questo momento ascrivibili né al campo del centrodestra né a quello del centrosinistra”.

Un passo indietro rispetto al 2029, alle politiche del 2027.

“Penso che dire la verità sia sempre la cosa migliore: oggettivamente io ritengo che sia naturale che io possa puntare a richiedere una candidatura apicale elettiva alle elezioni politiche, avendo già avuto una candidatura non elettiva, quasi trasformata in elettiva. Ho dimostrato di essermi sacrificato quando c’era il momento di sacrificarsi e credo che in questo momento possa richiedere per me e per la mia classe dirigente delle candidature, non solo per me, anche per altri territori, perché non è che le politiche si vincono solo con candidati a espressione territoriale di Pescara, abbiamo bisogno dell’Aquila, di Chieti, di Teramo per essere molto competitivi. Se facciamo bene le liste il nostro obiettivo di andare verso il 20% può essere alla portata”.