ROCCARASO – Carabinieri della Stazione di Roccaraso hanno oggi eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Patrizia Ciccone, classe 1973.
Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Emanuele Lucchini.
Secondo quanto riportato nell’ordinanza cautelare, l’attività investigativa ha consentito di fare luce su numerosi episodi di acquisto e cessione di sostanze stupefacenti, alcuni rimasti allo stadio del tentativo e altri ancora bisognosi di ulteriori riscontri, avvenuti con frequenza soprattutto nei comuni di Sulmona, Introdacqua e Pratola Peligna.
Nell’ordinanza cautelare alla donna vengono contestati 27 episodi di spaccio, molti dei quali in concorso con altre persone, alcune già identificate e altre ancora in via di identificazione.
Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica e da due sostituti procuratori, hanno visto impegnata la Stazione dei Carabinieri di Roccaraso, con il supporto della Compagnia dei Carabinieri di Castel di Sangro e, per alcuni riscontri, della Sezione di polizia giudiziaria della Procura, aliquota Carabinieri.
L’attività investigativa è stata sviluppata attraverso servizi di osservazione, sistemi GPS collocati su autovetture in uso agli indagati, telecamere installate in punti ritenuti strategici a Pettorano sul Gizio e nei pressi dell’abitazione dell’indagata, analisi dei tabulati telefonici, intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre all’identificazione di acquirenti e spacciatori.
Secondo la ricostruzione contenuta nel provvedimento, nel periodo compreso tra il 30 gennaio 2025 e il 30 marzo 2025 sarebbero stati documentati circa 640 episodi di cessione di sostanze stupefacenti. Gli investigatori avrebbero inoltre identificato circa 65 acquirenti abituali e 14 correi.
Nel corso delle indagini sono stati sequestrati quantitativi rilevanti di sostanza stupefacente, con l’arresto di sei corrieri e o custodi. Sono stati inoltre eseguiti 19 riscontri oggettivi di cessioni di droga attraverso il fermo di acquirenti subito dopo l’uscita dall’abitazione della donna, con il sequestro di dosi singole di cocaina o hashish e le conseguenti segnalazioni per uso personale. Accertati anche quattro casi di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti a carico di soggetti che, secondo gli inquirenti, avevano appena acquistato o consumato droga.
Dalle indagini, allo stato, non emergerebbe una vera e propria associazione con stabile organizzazione gerarchica. La Procura evidenzia tuttavia che Patrizia Ciccone sarebbe la figura principale del traffico di stupefacenti ricostruito dagli investigatori, con un ruolo di capo e organizzatrice di un’attività di spaccio definita intensa, a conduzione prevalentemente familiare.
Secondo l’ipotesi accusatoria, oltre alla vendita al dettaglio di cocaina e hashish, la donna avrebbe coordinato figli e collaboratori, gestendo personalmente l’approvvigionamento dai fornitori e le operazioni quotidiane di acquisto e vendita, condotte principalmente dalla propria abitazione di Pettorano sul Gizio.
Resta fermo che l’indagata non è da considerare colpevole sino a condanna definitiva. La donna sarà interrogata dal giudice per le indagini preliminari nei prossimi giorni, così da poter esporre gli elementi a propria difesa nel contraddittorio processuale.




