Una mostra dal titolo ”Pop Art: la via italiana. Omaggio a Mimmo Rotella”, curata da Gabriele Simongini, presso il Museo Archeologico Nazionale di Chieti, offre ai visitatori l’occasione per puntualizzare e mettere in discussione la stessa definizione di arte pop in Italia.

Nei primi anni Sessanta, con un ponte creativo sospeso tra Stati Uniti d’America, Gran Bretagna ed Italia, era infatti nata un’arte veramente popolare, al passo coi tempi e non a caso chiamata ”Pop Art”, con una definizione che per l’Italia merita pero’ molte precisazioni. La rassegna, che restera’ fruibile fino al 15 ottobre, e’ dunque dedicata ai maggiori protagonisti dell’alternativa italiana alla Pop Art che saranno rappresentati da uno o due lavori ciascuno (molti dei quali di grandi dimensioni), oltre all’omaggio a Mimmo Rotella e ad alcuni disegni pubblicitari di Pino Pascali.

Attraverso le opere di 24 artisti, tutti connotati da forti personalita’ non etichettabili, si riesce cosi’ a cogliere la profonda trasformazione sociale e psicologica di un’Italia in rapido mutamento: il boom economico cambio’ radicalmente abitudini e gusti, il paesaggio urbano si trasformo’ e divenne in gran parte artificiale. Ne nacque una nuova iconografia, dura, raffinata e perentoria, filtrata attraverso i mass media, non priva di molte inquietudini e capace spesso di collegare l’astrazione del precedente decennio e la nuova pittura oggettuale alla fenomenologia del quotidiano. Complessivamente sono esposte 57 opere (provenienti da collezioni private, gallerie o dagli stessi artisti) riprodotte a colori nel catalogo che contiene i testi del curatore Gabriele Simongini, le testimonianze inedite di alcuni protagonisti di quel periodo creativo, tra cui quelle di Umberto Bignardi, Giosetta Fioroni, Piero Gilardi, Sergio Lombardo, Renato Mambor, Gino Marotta, Roberto Malquori, Cesare Tacchi, e schede biografiche.