“Le argomentazioni addotte da alcuni colleghi del centro destra sulla ricostruzione delle ultime vicende e polemiche, legate agli emendamenti sul settore commercio, confermano le ragioni per le quali gli abruzzesi hanno deciso nel 2005 di rimandarli a casa”. Ha dichiarato Il consigliere e Coordinatore regionale IdV Alfonso Mascitelli. “L’abrogazione istantanea delle ultime norme approvate, con la convocazione d’urgenza di una commissione consiliare esponeva, visti anche gli assenti, a irregolarità procedurali così evidenti e palesi, da poter rendere nullo l’atto finale. D’altronde, dopo i casi della FIRA e dei crediti non esigibili della sanità privata, di cui stiamo ancora pagando le conseguenze, l’approssimazione e la superficialità di certi colleghi del centro destra sono notori”. “La realtà è che, nella ricerca disperata di alibi o presunti colpevoli, ci troviamo di fronte ad una maggioranza, di cui non fa parte l’IdV, che stenta ad avere posizioni univoche e unitarie e ad una opposizione demagogica e confusa”. “Nei cinque anni precedenti del loro governo il centro destra non ha fatto nulla per modificare la legge regionale sul commercio – ha precisato Mascitelli – che comunque consente la realizzazione della grande distribuzione in qualsiasi comune mediante il sistema dell’accorpamento, che tutela il valore delle licenze commerciali ma non cambia il problema della competitività nel rapporto tra grande e piccola distribuzione”. “Se avessero voluto, avrebbero potuto legiferare per limitare il numero di autorizzazioni alla grande distribuzione verificatesi nel periodo 2000-2005. Così come i colleghi del centro destra hanno impiegato un mese di tempo per comprendere gli effetti dell’art. 79 della nuova legge Omnibus, che l’IdV non ha votato come tutti sanno e che consente a tutti i comuni con PRUSST di concedere autorizzazioni alla grande distribuzione in totale deroga”. “Personalmente, e lo ripeto per l’ennesima volta – ha concluso l’esponente dell’IdV – considero l’emendamento Di Stanislao portatore del merito di aver rimesso al centro dell’attenzione l’urgente problema di una riforma del settore commercio, che per quanto mi riguarda dovrà tener conto delle comprensibili esigenze dei commercianti ma anche dei diritti inalienabili dei cittadini consumatori. In attesa, quindi, della discussione sulla legge di riordino e del confronto con tutte le associazioni comprese quelle dei consumatori, il partito dell’IdV ha lasciato ai suoi eletti la facoltà di esprimere liberamente le proprie valutazioni e posizioni in aula”.

Fonte: ACRA