TERAMO – “Le liste d’attesa rappresentano un problema e io non metto la testa sotto la sabbia. Metto anzi in dubbio la mia permanenza se non riesco a risolvere la questione. È l’obbligo di un direttore generale. Prenderò l’operazione in prima linea e, come abbiamo risolto altre problematiche in passato, cercheremo di risolvere anche questa”.
Già nell’occhio del ciclone per la bocciatura da parte dell’Agenzia sanitaria regionale dell’atto aziendale con cui mettere a terra il riordino della rete ospedaliera, il dg della Asl di Teramo, Maurizio Di Gioisa, in carica dal giugno 2020, è ora sulla graticola per gli impietosi dati sulle liste di attesa pubblicate da Sole 24 ore in base al monitoraggio di Agenas, per la quale la Asl Teramana è tra le peggiori in Italia e registra gravi ritardi per l’ecodoppler, per la gastroscopia per la tac al torace. In particolare per un test sul flusso sanguigno alla Asl di Teramo possono essere necessari 861 giorni di attesa, ovvero quasi 30 mesi. Invece dei “consueti” 120 giorni di media nazionale.
In una intervista al quotidiano on line Emmelle, ha detto Di Giosia: “dobbiamo fare degli studi e vedere quali azioni mettere in campo, perché la problematica va affrontata subito, ogni intervento dovrà nascere da un accordo sinergico tra la Asl e l’ente regionale. Stiamo mettendo in atto tutti gli indirizzi arrivati dal Ministero, ma non sono ancora sufficienti”.
E intanto si è in attesa che la Asl ripresenti l’atto aziendale bocciato nella sua ultima versione perché contiene la Uoc di chirurgia generale all’ospedale di Sant’Omero, non previsto dalla legge approvata nel 2023 dal centrodestra di Marco Marsilio, di Fdi, e in base ai bacini di utenza fissati dal decreto Lorenzin.
“L’atto è in fase di evoluzione, lo stanno valutando a L’Aquila. Noi abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare, ora attendiamo”, si limitato ad affermare.






