L’AQUILA – Un anno di reclusione è la pena patteggiata per omicidio colposo per la morte della signora Margherita Villante, di 74 anni, azzannata il 16 luglio 2024 da un pitbull e poi morta all’ospedale dell’Aquila il 27 febbraio dello scorso anno, inflitta a carico dell’imputata Nicolina Perilli, anche lei aquilana di 73 anni, proprietaria dell’animale sfuggito alla sua custodia.
Si pone fine in questo modo, ma solo sotto l’aspetto penale visto che poi ci sarà una congrua richiesta di risarcimento dei danni in sede civile, una vicenda che ebbe un grande clamore mediatico nel capoluogo di regione per la dinamica cruenta.
Il giudice per le indagini preliminari del tribunale, dunque, ha accolto la richiesta di patteggiamento inoltrata tramite l’avvocato Paolo Vecchioli con l’ok del pm Ugo Timpano.
Nel corso degli otto mesi di ricovero in ospedale, la 74enne aveva subito l’amputazione parziale di entrambe le braccia ed era in attesa per l’applicazione di una protesi. Tuttavia le complicazioni hanno fatto precipitare il quadro clinico della paziente poi deceduta nel reparto di terapia intensiva, dove era ricoverata fin dalle prime ore dell’attacco del cane.
L’esame autoptico ritenuto fin dall’inizio dirimente ha ricollegato il decesso seppur datato dal momento dell’aggressione del cane, alle conseguenze dell’attacco. Senza esito una richiesta perizia della difesa che puntava ad attribuire ad altre cause il decesso della donna.
Il cane di cinque anni, era sfuggito al controllo della padrona, approfittato della porta di casa, lasciata involontariamente aperta da una giovane arrivata per una lezione privata di matematica.
Una fuga che non è stata notata dalle due donne con il cane, che nel frattempo aveva raggiunto l’abitazione confinante dove si trovavano l’anziana e sua sorella, nella frazione di Sant’Elia, le quali aprendo la porta erano state aggredite dal pitbull.
Solo a distanza di tempo la padrona del cane ascoltando le urla era uscita fuori e nel tentativo di fermare il cane era stata anche lei ferita e poi sottoposta a medicazioni.
La parte civile è rappresentata dall’avvocato Donatella Boccabella.






