L’AQUILA -Per L’Aquila Capitale della Cultura 2026 il Museo MU.SP.A.C., presenta un grande progetto di valorizzazione artistica e culturale dal titolo “Costruire cultura”, proponendo un articolato programma di mostre, laboratori, workshop, spettacoli teatrali, performance, conferenze, attività formative, iniziative editoriali e rassegne di video e film d’arte. Un progetto di memoria e contemporaneità, che rafforza il ruolo dell’Aquila come luogo di produzione, riflessione e diffusione artistica a livello nazionale e internazionale.

Nato nel 1993 come organo strumentale dell’Associazione Culturale Centro Multimediale “Quarto di Santa Giusta” (fondata nel 1984 da Enrico Sconci), il MU.SP.A.C. dell’Aquila ha saputo coniugare sperimentazione artistica, ricerca interdisciplinare e servizio pubblico, diventando punto di riferimento per la città, soprattutto dopo il terremoto.

Concependo l’arte come esperienza globale, capace di attraversare linguaggi, discipline e territori del sapere sono state organizzate mostre, conferenze, performance, rassegne cinematografiche e musicali che hanno coinvolto negli anni artisti, studiosi e intellettuali di primo piano, rendendo il MU.SP.A.C. un laboratorio vivo di confronto e sperimentazione.

Si ricordano le ricerche demo-etnoantropologiche organizzate dagli antropologi Tito Spini e Giovanna Antongini con Diego Carpitella, Mario Cresci e altri, le conferenze di Ferdinando Bologna, la realizzazione della performance “Che cos’è la filosofia. Heidegger e la questione tedesca” di Fabio Mauri, la mostra “Ad Usum Fabricae”, a cura di Gianni Fileccia e Tullio Catalano e l’attenzione dedicata alla figura di Joseph Beuys, protagonista assoluto dell’arte del secondo Novecento, che ha influenzato in modo decisivo l’identità culturale del MUSPAC.

Nel 1995 il Museo trova sede nell’ex monastero trecentesco di Santa Maria dei Raccomandati, luogo simbolico che rafforza il dialogo tra arte, memoria e spiritualità, in continuità con la storia culturale aquilana e con l’esperienza dell’Accademia di Belle Arti, da sempre punto di riferimento per la sperimentazione artistica. In questi spazi il MUSPAC ha ospitato mostre e progetti di artisti e intellettuali come Sylvano Bussotti, Carmelo Bene, Enrico Castellani, Fabio Mauri, contribuendo a mantenere vivo il legame tra passato e presente.

Nonostante i continui spostamenti di sede e le difficoltà logistiche, il Museo non ha mai interrotto la propria attività. Emblematica è stata la grande mostra “Annuale d’Arte 2000 – Lo scandalo dello spirito”, organizzata al Castello Cinquecentesco dell’Aquila in occasione della Perdonanza Celestiniana, con la partecipazione di artisti del calibro di Joseph Kosuth, Luciano Fabro, Gilberto Zorio, Vettor Pisani, Nunzio, Luca Maria Patella e molti altri.

Numerose opere realizzate per l’occasione sono entrate a far parte della collezione permanente, oggi composta da lavori di grandi protagonisti dell’arte contemporanea – da Beuys a Kounellis, da Merz a Pistoletto – accanto ad artisti delle nuove generazioni, anche di origine abruzzese.

Il terremoto del 6 aprile 2009 ha segnato una ferita profonda: la sede del Museo che si trovava in via Paganica è diventata inagibile, molte opere sono state danneggiate. Ma il MU.SP.A.C. ha reagito, trasformando la perdita in occasione di rinascita. Grazie al sostegno di istituzioni pubbliche, fondazioni e realtà del territorio, nel 2011 è stata inaugurata una sede in Piazza d’Arti, simbolo concreto di resilienza culturale. La mostra “Le scosse dell’Arte” ha accompagnato questa riapertura, arricchendo ulteriormente la collezione grazie alla generosità di numerosi artisti.

In attesa di tornare negli spazi del centro storico della città, negli anni successivi il MUSPAC ha continuato a essere un punto di riferimento per la città ferita ma viva: incontri con personalità come Achille Bonito Oliva, Erri De Luca, Luigi Ontani, collaborazioni con l’Accademia di Belle Arti, l’Università, il Conservatorio, le scuole e le associazioni culturali, fino alle attività più recenti come l’incontro con Valerio Aprea, le mostre di artisti come Alì Assaf, Rosa Jijon, Navid Azimi Sajadi, aurora Meccanica, la collaborazione con Sala 1 Centro internazionale d’arte contemporanea, le conferenze di Raffaele Colapietra, gli spettacoli di Daniele Parisi, i laboratori didattici con le scuole di ogni ordine e grado.

Oggi, a distanza di 41 anni dall’inizio di questa esperienza, il MUSPAC non è solo un museo, ma un luogo di relazione, memoria e futuro, capace di interpretare il ruolo dell’arte come strumento di conoscenza, di cura e di ricostruzione sociale. Un’istituzione che continua ad abitare il territorio aquilano con lo sguardo aperto al mondo, riaffermando il valore dell’arte come necessità vitale per la comunità.