ROMA – “Israele continua a espandere la sua aggressione prendendo di mira aree residenziali densamente popolate e togliendo la vota a civili disarmati in varie parti del Libano, inclusa, in particolare, la capitale Beirut”.

È la denuncia il premier libanese Nawaf Salam, in una drammatica dichiarazione ripresa con evidenza dalla Bbc britannica, sullo sfondo d’immagini di devastazioni estese.

Salam evoca di fatto una strage di civili, smentendo i riferimenti dei bollettini di guerra israeliani che citano vittime solo fra gli Hezbollah sulla scia dell’ultima ondata di raid a tappeto.

Intanto l’Iran ha esortato Israele a interrompere immediatamente i raid sul Libano, minacciando ritorsioni contro il traffico navale nello Stretto di Hormuz.

Se il cessate il fuoco in vigore viene violato, “il regime sionista ne sarà responsabile e puniremo l’aggressore. La calma derivata dalla riapertura guidata dello Stretto di Hormuz finirà rapidamente”, ha messo in guardia un funzionario di alto rango della sicurezza iraniana a Press Tv a condizione di anonimato.

Il mondo sta assistendo alla violazione “da parte del regime sionista” di un cessate il fuoco “fragile e temporaneo”, ha proseguito il funzionario, sottolineando che l’Iran “potrebbe passare in qualsiasi momento a una difesa su larga scala”.

Sempre secondo la fonte, violando la tregua Tel Aviv “sta aumentando il costo dell’accordo per gli Stati Uniti. Ora è il momento che il Paese mediatore intervenga e metta questo regime aggressivo al suo posto”.