L’AQUILA – Alcuni residenti del Progetto Case di Bazzano (L’Aquila), quartiere antisismico bersaglio di almeno otto attacchi incendiari, sono preoccupati in quanto il giovane sospettato di aver appiccato il fuoco, è tornato a vivere in una di quelle palazzine, dopo essere stato posto ai domiciliari alla fine delle indagini della squadra Mobile.
Va anche detto, però, che gli è stato applicato il braccialetto elettronico e che è oggetto di serrati controlli periodici. Inoltre qualcuno, giorni fa, ha abbandonato in zona vecchi pneumatici, materiale facilmente infiammabile. Insomma si è creata una sorta di psicosi, per certi aspetti comprensibile, anche se al momento la situazione è del tutto tranquilla.
L’inchiesta della polizia del resto, sta cercando di accertare se il sospettato abbia avuto dei complici e anche questo aspetto crea qualche apprensione in attesa che si arrivi alla conferma o esclusione di questa ipotesi.
Il sospettato, di 24 anni, con qualche problema di disagio mentale, è assistito dall’avvocato Giuseppina Gizzi, ed è stato sottoposto nei giorni scorsi a un interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere.
È stato incastrato, paradossalmente, proprio grazie a quelle telefonate che il giovane indagato ha fatto dal suo cellulare al numero unico di emergenza. Telefonate in cui segnalava persone sospette aggirarsi attorno alle palazzine date poi alle fiamme. Insomma una personalità tutta da indagare a fronte di un comportamento perlomeno irrazionale.
I residenti, comunque, stanno pensando di inoltrare, tramite un loro amico giornalista, una nota alla prefettura per esporre le loro problematiche.





