È morto questa mattina all’età di 92 anni, all’ospedale di Teramo il pittore giuliese di fama internazionale Gigino Falconi. . Nei giorni scorsi era stato colpito da una polmonite bilaterale ed era stato visitato a casa dal suo medico di fiducia, il dottor Pietro Di Sabatino, che ne aveva consigliato l’immediato ricovero. Nonostante le cure, Falconi è morto con la figlia Caterina al capezzale.
Artista di fama internazionale, Falconi aveva da poco concluso una mostra a Teramo, città alla aveva deciso di donare un centinaio di opere con destinazione Fondazione Tercas; la stessa cosa voleva fare con Giulianova, sua città natale, ma al momento non sono stati reperiti locali idonei. Suggestiva, comunque, la sua ultima mostra a Giulianova, nel Museo d’Arte dello Splendore, oggi tristemente chiuso, ma si è sempre battuto a lungo per la sua riapertura.
Ha iniziato a dipingere all’età di 16 anni, dimostrando da subito un talento incredibile.
Si è diplomato in ragioneria nel 1952 mentre è riuscito anche a ottenere la maturità al Liceo Artistico di Pescara. Passa solo un anno e vince il concorso per la cattedra di disegno presso la scuola media di Giulianova. Resterà come docente per vent’anni perché poi si dedicherà interamente all’arte.
Il suo disegno inizia con un universo figurativo legato alla territorialità per poi passare alla paesaggistica composta da una personale rivisitazione del barocco. Nello sviluppo di questa tecnica viene aiutato da un accurato studio del tutto personale, rivolto con particolare attenzione a Piero della Francesca, Caravaggio, Ribera e Rembrandt. Ma è sul figurativo, sui ritratti di nudi femminili che Falconi offre il meglio della sua arte. Opere che partono nella seconda metà degli anni 80, dopo che aveva portato avanti il ciclo di dipinti denominati “Alcione” e dedicati a Gabriele d’Annunzio. Il mistero dell’universo femminile diventa la caratteristica peculiare della sua arte, inframezzata però anche da un ciclo di pitture di arte sacra.






