VASTO – “Si giunge a ritenere che si rende necessario, urgente e non procrastinabile la revoca del provvedimento di allontanamento poiché ulteriore permanenza nella struttura costituisce per i minori un severo fattore di rischio per la strutturazione di futuri quadri patologici e per l’ingravescenza della sintomatologia già in atto”.
Il neuropsichiatra Tonino Cantelmi, perito di parte dei legali della cosiddetta famiglia nel bosco, citando la relazione della Asl di Chieti, chiede così il ricongiungimento dei bambini con i genitori.
Nel documento del Dipartimento di Salute Mentale Uosd Neuropsichiatria Infantile della Asl si evidenzia che risulta indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva dei minori mediante la garanzia della continuità dei legami familiari, al fine di estinguere i comportamenti di disagio manifestati dagli stessi.
Tale intervento viene inquadrato nell’ottica di una necessaria condivisione con la famiglia degli obiettivi didattici, dei percorsi di adattamento alla collettività tra pari e delle scelte orientate al benessere dei minori.
Nella relazione si rileva inoltre che, sotto il profilo clinico, viene ritenuto necessario procedere al ripristino del contesto familiare d’origine, considerato elemento fondamentale per la riattivazione di legami affettivi significativi e per il recupero di un senso di continuità, stabilità e sicurezza emotiva dei minori.
Tale indicazione viene motivata dall’assenza, negli accertamenti specialistici effettuati, di profili patologici a carico dei genitori, i quali hanno altresì mostrato piena collaborazione e disponibilità ad integrare gli aspetti di funzionamento indicati come migliorativi, nell’esclusivo interesse dei minori.





