• Abruzzoweb sponsor

RICOSTRUZIONE L’AQUILA, POST FB PRESIDENTE COSTRUTTORI, 'ATTACCATO CON ANALISI STRAMPALATE E CATTIVERIE DA COLLEGHI NON AQUILANI'. ANCORA TENSIONI SU ORDINANZA BIONDI SU OBBLIGO TAMPONI. CAOS PROCEDURE, ASL NON FARA' TEST

VIRUS: ''PRIMA CHE IMPRENDITORI, CITTADINI''. CANTIERI NON RIAPERTI, SFOGO DI CICCHETTI

Pubblicazione: 03 maggio 2020 alle ore 22:39

L'AQUILA - “La preoccupazione sui cantieri della ricostruzione sulla notevole quantità di maestranze, tecnici, datori di lavori che si riverseranno sul nostro territorio è innanzitutto la mia, la nostra ed è oggetto di continui ragionamenti all’interno del nostro sistema provinciale. Perché prima che imprenditori siamo cittadini di questo territorio”.

E’ uno sfogo in piena regola quello che il presidente dell’assocazione nazionale costruttori edili (Ance) della provincia dell’Aquila, Adolfo Cicchetti, ha affidato nel pomeriggio alla Rete, dove da giorni si consuma la rovente polemica che coinvolge ogni livello decisionale e ed ogni Istituzione in prima linea nella emergenza coronavirus: il 45enne imprenditore aquilano ha deciso di intervenire alla viglia della fase due che vedrà al palo la riapertura, dopo due mesi di stop, dei cantieri per la ricostruzione post terremoto del capoluogo di regione e nel cratere nel bel mezzo della scontro e delle tensioni sull’ordinanza, emanata dal sindaco, Pierluigi Biondi, di Fratelli d’Italia, che sancisce l’obbligatorietà dei tamponi per le maestranze, a regime circa diecimila, di cui migliaia da fuori città e fuori regione che torneranno nel cratere alla ripartenza.

Proprio nella Rete il presidente è stato accusato di essere stato troppo benevolo con la ordinanza di Biondi, con il quale ha una amicizia di vecchia data, un documento firmato a due giorni dalla fase due, che di fatto ha causato il rinvio, a data da destinarsi, del riavvio non essendoci i tempi per far organizzare le imprese nella organizzazione dei tamponi.

Ed ha reagito da una parte difendendo la sua condizione di cittadino attento che il suo territorio, tra i meno colpiti d’Italia, non abbia picchi di positività, dall’altra sottolineando che le maestranze non possono essere discriminate essendo additate come le uniche potenzialmente pericolose ed esprimendo la preoccupazione per le ripercussioni economiche ed occupazionali.

“Qui vivono i nostri genitori e i nostri figli - scrive Cicchetti -. Ragionamenti, dicevo, che paradossalmente facciamo anche per quanto non ci riguarda, poiché, vale bene chiarirlo ancora una volta, l’Ance L’Aquila è affidataria, ahimè, di circa un terzo della ricostruzione del nostro territorio. La restante parte si è ritenuto giusto, in un processo di legittima ed insindacabile scelta, affidarla purtroppo a imprese non territoriali. A quelle che oggi premono per iniziare i lavori a spron battuto e criticano la mia prudenza".

"Noi da domani – chiarisce Cicchetti - sottoporremo preventivamente le nostre maestranze a tampone ed esame sierologico, oltre a impegnarci a seguire quotidianamente protocolli rigidi e severi condivisi con le rappresentanze sindacali dei lavoratori, non al bar o su Facebook. Negli ultimi giorni, a seguito dell’ordinanza del sindaco della nostra città, la mia figura di presidente di Ance L’Aquila è oggetto di attacco, invettive, analisi strampalate, cattiverie e, tristemente, sfogatoio di frustrazioni e ripicche relative ad altre situazioni, da parte di colleghi non afferenti al nostro sistema provinciale. Mi viene imputato, in un miscuglio scomposto di parole senza senso, di non aver adeguatamente attaccato mediaticamente l’ordinanza non nel senso, tantomeno nella tempistica (argomentazione condivisibile), ma nel merito. Mi si imputa, per semplificare, di aver inteso la mia città, il mio territorio, non come un grande cantiere dal quale trarre profitto, ma invece come un insieme di persone, di vite, di storie, di percorsi, di timori in questo particolare momento”.

Comunque, l’obbligo, a spese delle imprese che poi dovranno chiedere il ristoro alle stazioni appaltanti (altra patata bollente), ha diviso gli imprenditori, anche in seno alla stessa associazione, ma che ha provocato la reazione di costruttori forestieri: a tale proposito, l’Ance di Teramo potrebbe impugnare la ordinanza di Biondi, che ha anche provocato un terremoto politico in consiglio comunale.

Intanto, neppure oggi giornata festiva, si sono placate le polemiche, anzi la pressione è alle stelle, nonostante l’accordo dei costruttori aquilani, che controllano però solo il 30 per cento delle commesse per la ricostruzione, con l’Istituto zooprofilattico sperimentale Abruzzo e Molise a Teramo per processare i campioni che saranno raccolti in un gazebo nel presidio di Collemaggio: è in subbuglio la politica con il primo cittadino che è finito nel mirino della sua stessa maggioranza, ma anche sanitaria, visto che in molti temono, proprio a causa dei cantieri, una recrudescenza del contagi in un territorio tra i meno colpiti d’Italia.

Un quadro nel quale l’Asl chiarisce, con una mail interna del Dipartimento Igiene e Prevenzione, che non farà i tamponi, rimandando le aziende alle associazioni di categoria.

E come se non bastasse in serata il governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, lo stesso partito del sindaco Biondi, ha emanato una ordinanza che obbliga coloro che arrivano per fini consentiti dalla legge in Abruzzo a comunicare telematicamente la presenza alla Regione per essere preso in carico dai sistemi di prevenzione delle Asl prescrivendo una serie di misure di sicurezza: Marsilio non chiarisce se la disposizione riguarda anche le maestranze che così potrebbero baipassare la ordinanza di Biondi sull’obbligo di tamponi: il governatore, giovedì scorso, non ha dato risposta al Consiglio comunale dell’Aquila che gli aveva chiesto, con un ordine del giorno votato alla unanimità, di emanare una ordinanza sui cantieri che superasse quella di Biondi e che fosse più stringente.

“Domani in città - continua il post di Cicchetti - i cantieri non ripartiranno, a differenza che in ogni parte d’Italia. E non ripartiranno decine e decine di famiglie che vivono, che mangiano, che comprano l’album delle figurine ai figli, che pagano il corso di danza e calcio con il lavoro nei cantieri. Famiglie che tra un po’ non avranno più garanzie e ammortizzatori sociali. Qualcuno se lo è chiesto questo? Nelle esibizioni di talento e capacità di analisi si è messo in conto questo? Detto questo, risultano inaccettabili e anche un po’ superficiali – attacca il presidente Ance -, determinazioni e ragionamenti per i quali i cantieri siano e saranno fonte di contagio in misura maggiore rispetto ad altri settori che una volta allentato il lockdown, interagiranno con la nostra comunità. Quante persone quotidianamente vengono a L’Aquila da fuori città per lavorare in altri settori? Negli uffici pubblici, in quel che resta del polo industriale e farmaceutico, nel sistema bancario, nelle caserme ecc. Senza considerare, prima o poi, la ripartenza dell’università. E quanti sono gli aquilani che lavorano quotidianamente fuori città e regione e poi tornano a casa? Sottoporremo a tampone preventivo e quotidiano tutti quanti? Domani in città i cantieri non ripartiranno, a differenza che in ogni parte d’Italia. E non ripartiranno decine e decine di famiglie che vivono, che mangiano, che comprano l’album delle figurine ai figli, che pagano il corso di danza e calcio con il lavoro nei cantieri”.

Amara è la conclusione: “La verità vera è che in questa situazione non c’è possibilità di non ripartire, nel nostro e in tutti gli altri settori, seguire rigidamente i protocolli di sicurezza e pregare Dio. Altre soluzioni, con tutta la buona volontà, non le vedo. L’unica verità, al netto di tante dozzinali analisi, è che si dovrà cercare di trovare un equilibrio, il famoso break even point di universitaria memoria, tra tutela della salute (innanzitutto) e produzione di reddito e di stipendi. E sarebbe giusto che chi non vive quotidianamente in mezzo a questo terribile asse cartesiano facesse una parola di meno e pensasse a chi è meno ‘fortunato’ di lui”.

L’Asl provinciale dell’Aquila, si diceva, non si occuperà dei tamponi. Lo ha detto chiaramente una direttiva del capo del Servizio Prevenzione, Domenico Pompei.

L’azienda per ora ha attivato sul proprio sito web una sezione, “Notifiche preliminari cantieri edili” dove sarà obbligatorio registrare le anagrafiche di tutti i lavoratori presenti in cantiere e riportare obbligatoriamente le misure organizzative di prevenzione anti Covid-19 poste in essere e verificate da parte del Coordinatore della Sicurezza in fase di Esecuzione.

La compilazione e l’aggiornamento saranno obbligatori ogni qualvolta vi sia una variazione (in ingresso o in uscita) dei lavoratori e delle misure organizzative ed anti Covid-19 poste in essere, così come prevede l’ordinanza del sindaco.

Un esempio tangibile ed emblematico della confusione causata dalla ordinanza arriva da un cantiere del centro aquilano, il cui coordinatore della sicurezza aveva già preparato protocolli e procedure per riaprire il 4 maggio per poi dover fare marcia indietro, dopo un sopralluogo finalizzato “alla verifica in itinere dell’adeguamento logistico ai disposti dei Protocolli emanati ed in particolare all’ultimo del 24 aprile scorso, su scala nazionale”.

Il tecnico sottolinea che “non risulta possibile effettuare in Abruzzo i tamponi (senza entrare nel merito dell’efficacia riconosciuta degli stessi) con la tempistica indicata nell’Ordinanza n. 71 del sindaco dell’Aquila. Propongo quindi a tutti di soprassedere con le attività già impostate e finalizzate alla riapertura, analizzare bene il contenuto dell’ordinanza (considerate che nei Comuni limitrofi del cratere non è stato emanato e non sarà emanato un analogo provvedimento) e di programmare un incontro, per fare il punto della situazione a far data da lunedì 4 maggio”.

Intanto, sulla Rete si sono fatti sentire anche gli impenditori.

Ecco alcuni passaggi del post su Fb del direttore del Consozio L’Aquila 2009, Paolo Tella, che riassume problematiche ed incertezze sul campo.

“Stiamo lavorando con Ance da un mese ed a cui noi del L'Aquila 2009 - Imprese per la ricostruzione abbiamo aderito concordando con le imprese socie come adeguare i piani di sicurezza ed i controlli dei medici competenti e dei responsabili per la sicurezza.  Altro aspetto è quello dei tamponi a cui, molto volentieri, possiamo adeguarci purchè ci sia data la possibilità di farlo. Oggi leggo l'ordinanza del sindaco che consiglia i tamponi su base volontaria ma senza dirci dove farli. L'Ordinanza dice che che abbiamo ‘l'obbligo alla riapertura del cantiere, e comunque entro e non oltre i 14 giorni dalla data di ripresa dei lavori, di testare (mediante tamponi o altre metodologie di screening validate che saranno disponibili in futuro) tutte le maestranza impiegate per testarne la negatività al covid-19’".

"Abbiamo l'obbligo di testare oggi con metodologie che saranno disponibili domani ...Sappiamo che l'unico ospedale Covid in Abruzzo è quello di Pescara e che a L'Aquila nessuno fa i tamponi in tempi ragionevoli - prosegue Tella -. Nessuna indicazione abbiamo neanche sui test sierologici, il cui risultato sarebbe immediato, e ribadisco la nostra disponibilità a farli immediatamente anche sostenendone i costi. Ma chi può, a L'Aquila, fare test certificati? Non lo sappiamo. Potrebbe avere senso fare test non certificati? Nel caso di individuazione di un potenziale positivo al test che facciamo? Per questo sarebbe necessario un presidio medico nel centro storico a disposizione di tutte le imprese anche per isolare e trattare un operaio con la temperatura corporea troppo alta, anche senza test. Sono domande a cui non troviamo risposte. Altra questione riguarda le competenze del Comune, che non può obbligare norme restrittive se non condivise con la Regione che, fino ad ora, non si è espressa. Per cui fa bene il sindaco a consigliare la massima precauzione possibile, e noi vogliamo tenerne conto, ma le nostre imprese hanno già adeguato tutti i protocolli e prese tutte le precauzioni possibili; per i tamponi, senza ricevere indicazioni su dove farli diventa sinceramente tutto ingestibile".

Consideriamo anche che il ritardo sulla consegna finale dei lavori impone penali alle imprese e che non tutte possono permettersi di correre questo rischio. Queste cose si risolvono con una condivisione delle soluzioni pragmatiche ad esigenze sacrosante, che le imprese vogliono rispettare, ma ci servono indicazioni praticabili su come procedere – spiega ancora l’imprenditore il quale sottolinea ancora che "sto chiedendo da venti giorni a tutti di fare i tamponi prima di riaprire utilizzando il tempo della quarantena, ma nessuno mi ha seguito e molti mi hanno suggerito di farmi i fatti miei ... “. (b.s.)



© RIPRODUZIONE RISERVATA


ALTRE NOTIZIE

 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2020 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui