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BUFERA SU DECISIONE MINISTRO AREA M5S COSTA, DIFESO DA CAPOGRUPPO PENTASTELLATA IN REGIONE, IL PRESIDENTE, ''PERDIAMO 50 MILIONI, RISCHIO BONIFICA AL RISPARMIO DA PARTE DI EDISON''; LAGATTA, ''PRESTO QUERELA''

VELENI BUSSI: MARSILIO, ''GARA ANNULLATA''
'SCIPPO AD ABRUZZO', MARCOZZI, GIUSTO COSI'

Pubblicazione: 20 maggio 2020 alle ore 18:45

L'AQUILA - “Abbiamo ricevuto una brutta notizia dal Ministero dell’Ambiente: è stata annullata la gara per la bonifica delle discariche 2a e 2b di Bussi, dopo un'attesa durata anni. Questo ci farà perdere tempo e sottrarre fondi importanti per la Regione”.

L’annuncio ufficiale è del presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, che conferma quanto ieri anticipato dal sindaco del comune pescarese Salvatore Lagatta, che ha minacciato di querelare il ministero dell’Ambiente, appresa la notizia dell’annullamento della gara per la bonifica, già vinta da una cordata di imprese nel 2018, definendo altrettanto grave "consentire alla Edison, dichiarata responsabile dell’inquinamento, di presentare un nuovo progetto che prevede non la rimozione ma un semplice ‘capping’ dei veleni”. La Regione sottolinea Marsilio, "sarà accanto al Comune di Bussi che ha annunciato ricorsi". 

Le maxi-discariche 2 a e 2b che attendono da 15 anni il risanamento, avvelenano ora il clima politico, sparigliando gli schieramenti. Marsilio e Lagatta contro il ministro area M5s Sergio Costa. Il capogruppo M5s in Regione Sara Marcozzi, che difende a spada tratta il suo ministro, e lancia strali contro Marsilio e il sindaco. Prende posizione anche Maurizio Acerbo, ex consigliere regionale e segretario nazionale di Rifondazione comunista, che accusa il governo, al pari di Marsilio e Lagatta, di fare gli interessi di chi ha inquinato, lanciando bordate contro Marcozzi, accusata di "fare la portavoce del Ministro", e di "difendere l'indifendibile".

Al termine della concitata giornata, Lagatta ha poi scritto su Fb: "Giornata pesante, domani approfondiremo l'argomento. Nel frattempo registro l'unità di vedute della Marcozzi e di Progetto Bussi. Entrambi riportano quanto pubblicato dal Ministero. Un elenco di errori , sviste, carenze fatte dallo stesso Ministero, che diventano l'elemento per annullare la gara e scippare a Bussi i 50 milioni. Progetto Bussi e la Marcozzi fanno intendere che gli errori li abbia fatti io. Vergogna. La querela sarà presentata a breve e servirà anche a far luce su chi in tutti questi anni ha cercato di insabbiare l'inquinamento nascondendo le responsabilità di Edison".

Proprio di recente il Consiglio di Stato aveva condannato in via definitiva la Edison a bonificare i due siti. Lo Stato aveva messo sul piatto 50 milioni di euro già nel 2016, che ora potrebbero rientrare nelle casse pubbliche secondo il principio, che già l’avvocato dello Stato, Cristina Gerardis, aveva enunciato, ovvero quello di una responsabilità tutta in capo al privato, come ha stabilito la sentenza.

"Di fatto - ha detto Marsilio - i fondi vengono restituiti al Ministero dell’Economia nella presunzione che Edison, che ha perso la causa, farà la bonifica. Abbiamo il sentore, però, che l’azienda farà progetti minimali, al massimo tornerà a proporre il tombamento dell’area, diventerà una sorta di zona franca da sottrarre all’uso pubblico e privato. La sicurezza vera sarebbe togliere i veleni dal sito, non lasciarli marcire sotto qualche cappa di tombamento. Dopo troppi anni al passo del gambero ricominciare da capo è molto grave. La Regione sarà accanto al Comune di Bussi che ha annunciato ricorsi".

“Purtroppo registro che il ministro Costa, area M5s un anno e mezzo fa venne a Bussi dicendo che presto sarebbe partita la bonifica e che quei 50 milioni sarebbero stati utilizzati: oggi quale risposta è arrivata è sotto gli occhi di tutti”.

Per Marcozzi invece il ministro ha fatto bene ad annullare la gara, visto che il progetto di bonifica era lacunoso.

“I chiarimenti del Ministero dell'Ambiente in merito vicenda della bonifica delle aree esterne alla Solvay nel SIN di Bussi sanciscono l'ennesima figuraccia a cui le Istituzioni del nostro territorio, col Presidente di Regione Abruzzo Marco Marsilio, l'Assessore regionale Nicola Campitelli e il Sindaco del Comune Salvatore Lagatta in testa, espongono non solo loro stessi, ma di riflesso anche i cittadini di Bussi sul Tirino e gli abruzzesi tutti. È per me incomprensibile vedere come questi politici, con responsabilità di Governo territoriale, insistano a sposare un progetto lacunoso e incompleto. Ricordano in ogni occasione le lungaggini burocratiche del passato, ma tacciono miseramente sul fatto che portare avanti un iter così strutturato porterebbe ad altri mesi, se non anni, di attesa per l'inizio della bonifica. E questo sì che sarebbe un danno incalcolabile per la nostra terra. Una bagarre portata avanti con quotidiani attacchi al Ministero dell'Ambiente, costretto a rispondere al Sindaco di Bussi (difeso a spada tratta dalla Giunta regionale) ricostruendo la vicenda carte alla mano, e confermando ciò che anche noi abbiamo ribadito la settimana scorsa. Ho provato più volte a ricordare alle Istituzioni abruzzesi quali problematiche ci siano in questo progetto, ma è difficile far cambiare idea a chi, anche di fronte alla verità, preferisce proseguire sulla strada dell'attacco pretestuoso, atteggiamento poco consono a chi deve amministrare il territorio”.

 “Entrando nel merito delle risposte – spiega Marcozzi – è stato ricordato come il progetto della Dec Deme, risultato aggiudicatario per la bonifica, sia stato sottoposto all'esame del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e come questo abbia rilevato una pesante carenza di approfondimento delle indagini ambientali. In particolare, una poco chiara analisi di rischio sui valori di contaminazione superiori alle soglie di legge, la mancanza di uno studio sulla disponibilità delle discariche in prossimità del sito contaminato dove inviare i rifiuti non pericolosi, quelli pericolosi e gli inerti, e la mancanza di previsione di impermeabilizzazione del suolo per le baie di stoccaggio destinate ai rifiuti al seguito della rimozione dal sito contaminato. Lacune queste che hanno reso impossibile redigere un progetto definitivo corretto e rispondente ai requisiti minimi della normativa tecnica vigente. Come se tutto ciò non bastasse, il Ministero dell'Ambiente ha provveduto a richiedere parere all'Avvocatura dello Stato che, con nota protocollata, ha confermato l'opportunità di procedere con la revoca dell'aggiudicazione. Di conseguenza il Ministero ha provveduto a procedere all'annullamento di ufficio in via di autotutela”.

“Una vicenda che, nei suoi dettagli, è stata rappresentata e ricostruita minuziosamente sul territorio anche dal Comitato di Cittadini BusSINmovimento, che ha dato un apporto concreto riportato anche all'interno della Commissione regionale di Inchiesta sul SIN di Bussi. Peccato che, invece, dall'Istituzione regionale e comunale si sia continuata a perseguire una posizione di principio, priva di qualsiasi tipo di lungimiranza e noncurante perfino dei richiami formali del Ministero dell'Ambiente. Evidentemente, pur di intestarsi un qualche tipo di risultato, si è disposti anche a portare avanti progetti di bonifica oggettivamente incompleti e non sufficienti. Il classico atteggiamento di chi, piuttosto che trovare soluzione, preferisce avere qualcuno su cui scaricare responsabilità esclusivamente proprie. A maggior ragione per ciò che riguarda il Comune di Bussi che ha perfino acquistato dalla Società Solvay le discariche 2a e 2b, le aree interno a queste, i capannoni e la ciminiera dello stabilimento, senza peraltro tener conto della necessità di stipulare preventivamente un contratto col Ministero dell'Ambiente”.

“Alla luce di questa ricostruzione – conclude – ritengo che sia arrivato il momento di trarre le opportune conclusioni, perché se è vero che tutti vogliamo arrivare alla bonifica dell'area il prima possibile, è anche vero che l'iter progettuale deve seguire pedissequamente tutte le normative vigenti, proprio per evitare che si commettano errori che causerebbero altri ritardi infiniti. Vista la dura risposta del Ministero che mette fine a qualsiasi tipo di dubbio, ritengo che il Sindaco Lagatta debba seriamente valutare la propria posizione e, prima di continuare a collezionare figuracce, lasciare posto a qualcuno disposto a occuparsi della vicenda partendo dalle carte e non da preconcetti scollegati dalla realtà. Dalla Giunta regionale, dal Presidente Marsilio e dall'Assessore Campitelli, mi aspetto che inizino a governare l'Abruzzo seguendo il verbo della responsabilità e non quello della propaganda. Se hanno realmente a cuore le vicende degli abruzzesi e dei cittadini di Bussi, che aspettano giustizia dopo decenni di inquinamento, lo dimostrino collaborando lealmente con lo Stato, cosa che finora non sono stati mai in grado o, peggio ancora, non hanno mai avuto intenzione di fare”, conclude.

A scagliarsi contro Marcozzi è il comunista Acerbo: "Il ministro Costa e il governo si schierano come temevamo di fatto a favore della Edison che è stata condannata a pagare la bonifica e ha interesse a un progetto che costi poco e che non preveda la rimozione dei rifiuti tossici", afferma

"Il ministro azzera il lavoro di anni senza avere neanche consultato Regione, Provincia, Comune di Bussi e associazioni ambientaliste. Poi si scippano pure i fondi stanziati per la bonifica e la reindustrializzazione. E' incredibile che la consigliera M5s Sara Marcozzi faccia da portavoce del Ministro difendendo l'indifendibile invece di dare voce all'Abruzzo", conclude. 



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